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	<title>Archivio Ca' PesaroGIORGIO ANDREOTTA CALÒ. Scultura lingua morta Archivi - Archivio Ca&#039; Pesaro</title>
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	<description>Galleria Internazionale d'Arte Moderna e Museo d'Arte Orientale</description>
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		<title>Intervento di valorizzazione</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Mar 2024 13:47:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[GIORGIO ANDREOTTA CALÒ. Scultura lingua morta]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Dal 15 novembre 2024, due sale del secondo piano di Ca' Pesaro ospiteranno una rassegna dedicata a Giorgio Andreotta Calò, artista veneziano già vincitore del bando PAC del Ministero della Cultura che ha permesso l’acquisizione per le collezioni comunali conservate a Ca’ Pesaro della sua monumentale scultura "Medusa". [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/mostre/archivio-mostre/giorgio-andreotta-calo/2024/03/23278/giorgio-andreotta-calo-2/">Intervento di valorizzazione</a> sembra essere il primo su <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it">Archivio Ca&#039; Pesaro</a>.</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>GIORGIO ANDREOTTA CALÒ<br />
Scultura lingua morta<br />
</strong></h2>
<p><strong>Dal 15 novembre 2024 al 4 marzo 2025<br />
</strong><strong>Venezia, Ca’ Pesaro – Galleria Internazionale d’Arte Moderna, Sale Dom Pérignon, II Piano</strong></p>
<p><strong><em>A cura di</em> Elisabetta Barisoni<br />
<em>Si ringraziano</em> Studio Giorgio Andreotta Calò, Ipercubo</strong></p>
<p><strong>&nbsp;</strong></p>
<hr>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel marzo 1944 <strong>Arturo Martini</strong> comincia a scrivere il suo celebre testo <strong>“La scultura lingua morta”</strong> che sarà pubblicato a Venezia, in cinquanta copie, nel 1945. Lo scritto è una sofferta dichiarazione sull’incapacità della scultura di essere viva e universale. Durante i terribili anni della Seconda guerra mondiale Martini, dalla posizione di massimo scultore italiano del suo tempo, attacca la scultura e ne mette in dubbio la possibilità di essere salvifica.</p>
<p>Dalle riflessioni di Martini, autore fondante del gruppo di artisti che ai primi del ’900 si erano riuniti intorno al primo Direttore di Ca’ Pesaro Nino Barbantini e artista ampiamente rappresentato nelle raccolte civiche conservate dalla Galleria, prende avvio un dialogo, quasi un corpo a corpo, tra <strong>Giorgio Andreotta Calò</strong>, artista veneziano annoverato tra le voci più autorevoli dell’arte italiana a livello internazionale, e la città di Venezia, considerata nella sua plasticità e fisicità.</p>
<p>La piccola ma preziosa esposizione di oggi rappresenta <strong>un viaggio nella lingua morta attraverso capolavori realizzati da Calò nell’arco di oltre vent’anni</strong>. Dalle celebri <em><strong>Clessidre</strong>, <strong>Pinne Nobilis</strong>, <strong>Carotaggi </strong></em>e una straordinaria serie di <strong><em>Meduse </em></strong>tra le quali l’esemplare entrato nella collezione civica di Ca’ Pesaro grazie al PAC2021 – Piano per l’Arte Contemporanea, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura. Di questo soggetto tanto caro all’artista veneziano, un esemplare inedito è presentato in <strong>un intimo colloquio con <em>Testa di Medusa</em> di Martini</strong>, opera proveniente dai depositi della Galleria Nazionale di Arte Moderna di Ca’ Pesaro.<br />
Da questo dialogo tra i due artisti percepiamo come il linguaggio non sia mai stato più vivo e presente.</p>
<p>Insieme a queste opere sono esposti <strong>i materiali che per primi hanno attivato il dialogo dell’artista con il Palazzo sul Canal Grande</strong>: la seconda sala della mostra vive nei disegni e nei carotaggi, esito delle indagini eseguite dai professionisti dei Lavori Pubblici del Comune di Venezia sulla facciata di Ca’ Pesaro. Il rapporto tra la produzione plastica contemporanea e la città di Venezia, rappresentato dalla sensibilità di Calò cui si affiancano le collezioni di scultura di Ca’ Pesaro e la monumentale architettura del Palazzo, si arricchisce delle suggestioni ispirate dai <strong>preziosi documenti</strong> provenienti dall’Archivio Storico della Galleria. Sono tracce di campagne fotografiche condotte sulle collezioni, di cambiamenti e riflessioni sull’allestimento delle opere, sull’architettura longheniana e sulla facciata, trame di una storia che si intreccia con la produzione di Calò attraverso lo sguardo trasversale e dialogico del collettivo Ipercubo.<br />
La produzione plastica, ma anche la museografia, l’architettura e il restauro manutentivo, le indagini statiche e scientifiche sui materiali e sul palazzo, diventano tutti <strong>elementi di una <em>lingua</em> </strong><em><strong>viva</strong> </em>che testimonia il dialogo ininterrotto tra Venezia, i protagonisti del suo glorioso passato e gli interpreti del suo articolato presente.</p>
<p>_</p>
<h4><strong>Giorgio Andreotta Calò </strong>(Venezia, 1979) vive e lavora tra Italia e Olanda. Ha studiato scultura all’Accademia di Belle Arti di Venezia e alla Kunsthochschule di Berlino. Tra il 2001 e il 2007 è assistente di Ilya ed Emilia Kabakov. Nel 2008 inizia la collaborazione con Galleria ZERO… (Milano). Nel 2008 si trasferisce in Olanda ed è artista in residenza alla Rijksakademie van Beeldende Kunsten di Amsterdam (2009-2011). Nel 2011 il suo lavoro è presentato alla 54. Biennale diretta da Bice Curiger. Nel 2012 vince il Premio Italia per l’arte contemporanea promosso dal MAXXI di Roma. Tra il 2012 e il 2013 è artista in residenza presso il Centre National d’Art Contemporain di Villa Arson a Nizza. Nel 2014 vince il Premio New York promosso dal Ministero per gli Affari Esteri italiano. Nel 2015 inizia a collaborare con la Galleria Sprovieri (Londra). Nel 2017 è uno dei tre artisti invitati a rappresentare l’Italia nel padiglione curato da Cecilia Alemani alla 57. Biennale e con il progetto Anastasis vince il bando Italian Council (2017).<br />
Nel 2019 gli viene dedicata una mostra personale presso Pirelli HangarBicocca a Milano. Tra il 2017 e il 2024 realizza per la collezione del Castello di Ama, un’opera ambientale permanente. Nel 2024 inizia la collaborazione con la Galleria Annet Gelink (Amsterdam). Il suo lavoro è presente nelle principali collezioni dei musei di arte contemporanea italiani e in prestigiose collezioni private in Italia e all’estero. Dal 2016 stabilisce il suo studio a Venezia e dal 2021 insegna all’Accademia di Belle Arti nel dipartimento di Scultura.</h4>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>La mostra è visitabile dal 15 novembre 2024 al 4 marzo 2025 con l&#8217;<a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/pianifica-la-tua-visita/orari/">orario</a> e il <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/pianifica-la-tua-visita/biglietti/">biglietto</a> del Museo.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/mostre/archivio-mostre/giorgio-andreotta-calo/2024/03/23278/giorgio-andreotta-calo-2/">Intervento di valorizzazione</a> sembra essere il primo su <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it">Archivio Ca&#039; Pesaro</a>.</p>
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