<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Archivio Ca' PesaroArchivio mostre Archivi - Archivio Ca&#039; Pesaro</title>
	<atom:link href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/category/it/mostre/archivio-mostre/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://archivio-capesaro.visitmuve.it/category/it/mostre/archivio-mostre/</link>
	<description>Galleria Internazionale d'Arte Moderna e Museo d'Arte Orientale</description>
	<lastBuildDate>Tue, 11 Nov 2025 11:35:18 +0000</lastBuildDate>
	<language></language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>
		<item>
		<title>Mostra</title>
		<link>https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/mostre/archivio-mostre/instabili-armonie-paola-madormo-e-luana-segato/2024/10/23740/mostra-instabili-armonie/</link>
		<comments>https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/mostre/archivio-mostre/instabili-armonie-paola-madormo-e-luana-segato/2024/10/23740/mostra-instabili-armonie/#respond</comments>
		<pubDate>Mon, 28 Oct 2024 11:43:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Instabili armonie. Paola Madormo e Luana Segato]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://archivio-capesaro.visitmuve.it/?p=23740</guid>
		<description><![CDATA[<p>A Ca' Pesaro una mostra dedicata a due artiste veneziane, Paola Madormo e Luana Segato. Il progetto nasce dall’osservazione delle problematicità ambientali ed umane del mondo contemporaneo. Si indaga per ritornare ad un tempo più armonico e profondo della natura umana, invitando ad un rallentamento dell’Arte stessa nell’esecuzione e nell’osservazione da parte del pubblico. [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/mostre/archivio-mostre/instabili-armonie-paola-madormo-e-luana-segato/2024/10/23740/mostra-instabili-armonie/">Mostra</a> sembra essere il primo su <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it">Archivio Ca&#039; Pesaro</a>.</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>INSTABILI ARMONIE.<br />
PAOLA MADORMO E LUANA SEGATO<br />
</strong></h2>
<p><strong>Dal 12 novembre 2024 al 12 gennaio 2025</strong><br />
<strong>Venezia, Ca&#8217; Pesaro &#8211; Galleria Internazionale d&#8217;Arte Moderna<br />
Project room e collezione permanente</strong><br />
<strong><em><br />
A cura di</em> Elisabetta Barisoni</strong></p>
<hr>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Due artiste veneziane, Paola Madormo e Luana Segato</strong>, si incontrano in questo progetto per continuare a dare vita, nel loro percorso, all’esperienza della condivisione. Scelgono di intersecarsi nella comunione, nel mondo reale, mantenendo la propria singolare originalità.<br />
Il progetto nasce dall’osservazione delle problematicità ambientali ed umane del mondo contemporaneo. Si indaga per <strong>ritornare ad un tempo più armonico e profondo della natura umana</strong>, invitando ad un rallentamento dell’Arte stessa nell’esecuzione e nell’osservazione da parte del pubblico.</p>
<p>Per <strong>Paola Madormo</strong> la visione del mondo è come un bosco in cui tutte le cose sono costituite di coscienza ma crescono solo quando incontrano l’esperienza di una nuova sensazione: un suono, un raggio di luce, una goccia d’acqua ed infiniti altri elementi. <strong>La scultura perde pesantezza e consistenza</strong>, si porta al momento primo della sua analisi, diventa quasi ipotesi delicata di un’opera futura. Il metallo restituisce ogni colore percepito e la parte materica forma una rete che richiama il disegno dei frattali e le catene molecolari che compongono gli elementi, mentre la parte vuota esprime la sospensione dello spazio, del vuoto. “Ho sempre utilizzato il metallo, perché mi interessano la scoperta e il recupero dei materiali preesistenti; si incontra di tutto, tramite il riciclo. Qualche anno fa avevo recuperato vecchie reti dai pescatori, era forse il 2006; era da tempo che vedevo le analogie evidenti tra questo materiale e le comunicazioni di internet, la rete appunto che ha cominciato ad essere di uso comune a quasi tutta la popolazione. Nella rete vedo il mondo delle comunicazioni/informazioni ed il mondo che compone ogni elemento attorno a noi nel disegno dei frattali e delle molecole”.</p>
<p>Per <strong>Luana Segato (Luse)</strong> <strong>la forma e lo spazio sono qualcosa da smembrare e ricomporre</strong>, materia da tenere tra le mani e rappresentare in modi diversi con i colori del cambiamento come uno sfaccettato universo radicato nelle proprie tele. L’artista dipinge, taglia, ripara e ricostruisce lo spazio per dimostrarne le immense potenzialità; un filo unisce pezzi di tela e tessuto recuperato a creare opere che rappresentano e plasmano luoghi e forme dell’ambiente naturale. Luse si preoccupa di proteggere e mantenere unita l’integrità della natura, una natura ferita ma riparata, rammendata ma che mantiene ancora la magnificenza dei suoi colori e la sua potenza generatrice. Le vistose cuciture richiamano l’esperienza e la profondità dei linguaggi antichi, tra il colore e la gestualità, quasi graffiti dal segno arcaico. Segno che diventa anche immagine multidimensionale.</p>
<h4>_</h4>
<h4><strong>Paola Madormo</strong> vive e lavora a Venezia. Studia Grafica Pubblicitaria e Fotografia all’ISA di Cordenons. Allieva del maestro Gian Franco Tramontin all’Accademia delle Belle Arti di Venezia, si diploma in Scultura. Studia da autodidatta nello Squero di San Trovaso, imparando l’arte dell’indoratore, mestiere che sviluppa nelle proprie ricerche. Ha esposto in numerose epsosizioni in importanti istituzioni italiane e il suo Studio a Venezia è un punto di ritrovo per molti artisti della scena culturale lagunare.</h4>
<h4>&nbsp;</h4>
<h4><strong>Luana Segato</strong> vive e lavora tra Venezia e Padova. Si forma presso la Scuola Internazionale di Grafica di Venezia sperimentando varie tecniche grafiche e pittoriche; allo stesso tempo frequenta numerosi studi di pittori veneziani. Il suo percorso nella città lagunare inizia nel 2002 e nel 2008 vi stabilisce il proprio atelier, condiviso anche con altri artisti italiani e stranieri. Nel 2013 si sposta nel suo Studio attuale, Atelier Luse. Ha esposto presso importanti istituzioni italiane e collabora con numerose associazioni culturali.</h4>
<h4>&nbsp;</h4>
<h4>Sia Madormo che Segato sono impegnate presso l&#8217;associazione “Saloni Celesti” che unisce alcuni importanti artiste della scena veneziana e partecipa ad iniziative culturali come la Giornata del Contemporaneo Amaci e Artnight.</h4>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>La mostra è visitabile dal 12 novembre 2024 al 12 gennaio 2025 con l&#8217;<a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/pianifica-la-tua-visita/orari/">orario</a> e il <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/pianifica-la-tua-visita/biglietti/">biglietto</a> del Museo.</em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/mostre/archivio-mostre/instabili-armonie-paola-madormo-e-luana-segato/2024/10/23740/mostra-instabili-armonie/">Mostra</a> sembra essere il primo su <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it">Archivio Ca&#039; Pesaro</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/mostre/archivio-mostre/instabili-armonie-paola-madormo-e-luana-segato/2024/10/23740/mostra-instabili-armonie/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	<enclosure url="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/10/Mostra-Instabili-Armonie-Ca-Pesaro-443x443-1-345x300.jpg" />	</item>
		<item>
		<title>Intervento di valorizzazione</title>
		<link>https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/mostre/archivio-mostre/omaggio-a-marcolino-gandini/2024/09/23688/marcolino-gandini/</link>
		<comments>https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/mostre/archivio-mostre/omaggio-a-marcolino-gandini/2024/09/23688/marcolino-gandini/#respond</comments>
		<pubDate>Mon, 30 Sep 2024 13:13:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Omaggio a Marcolino Gandini]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://archivio-capesaro.visitmuve.it/?p=23688</guid>
		<description><![CDATA[<p>Dal 10 ottobre 2024, l'omaggio di Ca’ Pesaro a Marcolino Gandini intende sottolineare il momento più rivoluzionario della sua produzione, gli anni Sessanta [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/mostre/archivio-mostre/omaggio-a-marcolino-gandini/2024/09/23688/marcolino-gandini/">Intervento di valorizzazione</a> sembra essere il primo su <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it">Archivio Ca&#039; Pesaro</a>.</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>OMAGGIO A MARCOLINO GANDINI</strong></h2>
<p><strong>Dal 10 ottobre 2024 al 26 gennaio 2025<br />
Venezia, Ca&#8217; Pesaro &#8211; Galleria Internazionale d&#8217;Arte Moderna</strong></p>
<p><strong><em>Progetto a cura di</em> Elisabetta Barisoni<br />
</strong><strong><em>Si ringraziano</em> Augusto Gandini, Chiara Fabbri</strong></p>
<hr>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Gandini fa un gioco duro, a carte scoperte. Inserisce ipotesi prospettiche in spazi curvi, in orizzonti reali: la linea diventa margine, solco e persino volume; il colore diventa colmata di calcestruzzo […] La geometria, ipotesi spaziale, diventa spazio reale, costruito con travi di colore come fossero strutture di cemento. Il pittore fa forme come uno scultore; il pittore e lo scultore fanno spazi come l’architetto</em>.<br />
[Giulio Carlo Argan in occasione della mostra <em>Parabola 66 </em>presso la galleria Il Bilico, Roma]</p>
<p>L’omaggio di Ca’ Pesaro a <strong>Marcolino Gandini</strong> intende sottolineare <strong>il momento più rivoluzionario della sua produzione, gli anni Sessanta</strong>. Il critico d’arte Maurizio Fagiolo dell’Arco definisce «periodo azzurro» il biennio 1962-1963, quando le tele di Gandini si caratterizzano per una gamma cromatica ridotta, con grigi, azzurri tenui e bianchi, definiti da una stesura densa e materica. Insieme a queste prime prove la sala documenta, anche attraverso <strong><em>Tela modellata</em></strong> del 1965, donata dall’autore nel 1989 per le collezioni civiche veneziane, il percorso che Gandini intraprende per esplorare lo spazio ed “uscire” dalla tela. Il cosiddetto <strong>«periodo monumentale»</strong> si esprime in opere di dimensioni ampie, dove il supporto, spesso di compensato, è curvo e sostiene la tela modellata. I colori diventano strisce colorate a creare vibranti effetti ottici; <strong>l’opera esce dalla bidimensionalità e diventa architettura astratta.</strong></p>
<p>Gandini trova una via d’uscita dalle cromie del Gruppo dei Sei e dagli stilemi della più recente Arte Povera, pur richiamando, nella linea e nel rigore geometrico, lo stile di Giulio Paolini. <strong>Fondamentale in tutta la sua produzione è la musica</strong>, come definisce lui stesso in<em> De bello picturae</em>: «L’armonia dei colori e la sincope profonda delle linee costruiscono nello spazio quello che la musica costruisce nel tempo». Gandini realizza così la sua personalissima interpretazione dell’Astrattismo e, pur conoscendo l’arte americana di Kenneth Noland e l’espressionismo astratto, si avvicina in modo più stringente al Costruttivismo russo e al Bauhaus. <strong>A metà degli anni Sessanta i suoi assemblaggi prendono la forma di strutture colorate, che Gandini chiama </strong><em><strong>armadi</strong>. </em>È una fase molto creativa dell’artista, che dalla fine del decennio <strong>sperimenta nuovi materiali</strong> e arriva ad abbandonare il colore per realizzare <strong>opere monocrome</strong> in formica bianca.</p>
<p>_</p>
<h4><strong>Marcolino Gandini (Torino, 1937- Roma, 2012), </strong>figlio del musicista e compositore Marco Gandini e di Santina Vaudano, frequenta fin da giovane la scena intellettuale torinese nella quale era inserito il padre ed entra in contatto col pittore Felice Casorati e il Gruppo dei Sei. Trasferitosi con la famiglia a Viù, paesino confinante con la Francia, cresce immerso nella natura; a sedici anni è ricoverato d’urgenza per un embolo celebrale, che gli causerà la paralisi della parte sinistra del corpo. Durante la degenza inizia a disegnare. Tornato a Torino, studia pittura e nel 1954 diventa allievo di Casorati. Prende le distanze dallo stile del Maestro e nel 1958 esordisce in una personale a Palazzo Chiablese con opere figurative dove ha già grande importanza la geometria. Nel 1960 si colloca la svolta definitiva verso l’astrazione. Trasferitosi a Roma nel 1963, sviluppa opere di grande formato con tele incurvate. Dal 1966 passa dalla pittura bidimensionale alle architetture astratte. Protagonista di numerose mostre personali, ha partecipato a collettive in Italia e all’estero, assicurandosi importanti premi internazionali.</h4>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>Ingresso con l&#8217;<a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/pianifica-la-tua-visita/orari/">orario</a> e il <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/pianifica-la-tua-visita/biglietti/">biglietto</a> del Museo.</em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/mostre/archivio-mostre/omaggio-a-marcolino-gandini/2024/09/23688/marcolino-gandini/">Intervento di valorizzazione</a> sembra essere il primo su <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it">Archivio Ca&#039; Pesaro</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/mostre/archivio-mostre/omaggio-a-marcolino-gandini/2024/09/23688/marcolino-gandini/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	<enclosure url="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/09/Omaggio-a-Marcolino-Gandini-Ca-Pesaro-345x300.jpg" />	</item>
		<item>
		<title>Esposizione</title>
		<link>https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/mostre/archivio-mostre/diego-marcon-she-loves-you/2024/09/23649/mostra-diego-marcon/</link>
		<comments>https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/mostre/archivio-mostre/diego-marcon-she-loves-you/2024/09/23649/mostra-diego-marcon/#respond</comments>
		<pubDate>Tue, 24 Sep 2024 09:20:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[DIEGO MARCON. She Loves You]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://archivio-capesaro.visitmuve.it/?p=23649</guid>
		<description><![CDATA[<p>In occasione della 20. edizione della Giornata del Contemporaneo sabato 12 ottobre 2024, Ca' Pesaro presenta l'opera "She Loves You" di Diego Marcon [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/mostre/archivio-mostre/diego-marcon-she-loves-you/2024/09/23649/mostra-diego-marcon/">Esposizione</a> sembra essere il primo su <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it">Archivio Ca&#039; Pesaro</a>.</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><strong><a href="https://www.visitmuve.it/it/muve-academy/" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="wp-image-23042 alignright" src="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/01/MUVE-ACADEMY-bandiera-a-destra-colore-300x66.jpg" alt="" width="160" height="35" srcset="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/01/MUVE-ACADEMY-bandiera-a-destra-colore-300x66.jpg 300w, https://archivio-capesaro.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/01/MUVE-ACADEMY-bandiera-a-destra-colore-1024x225.jpg 1024w, https://archivio-capesaro.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/01/MUVE-ACADEMY-bandiera-a-destra-colore-768x168.jpg 768w, https://archivio-capesaro.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/01/MUVE-ACADEMY-bandiera-a-destra-colore-940x198.jpg 940w, https://archivio-capesaro.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/01/MUVE-ACADEMY-bandiera-a-destra-colore.jpg 1163w" sizes="(max-width: 160px) 100vw, 160px" /></a>DIEGO MARCON.</strong><br />
<em><strong>She Loves You</strong></em></h2>
<p><strong>12 ottobre – 3 novembre 2024<br />
Venezia, Ca&#8217; Pesaro – Galleria Internazionale d&#8217;Arte Moderna<br />
Project Room</strong></p>
<p><strong>Quarto appuntamento della rassegna <em>Polifonie Italiane<br />
A cura di</em> Camilla Salvaneschi e Angela Vettese</strong></p>
<hr>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>She Loves You</em> di Diego Marcon protagonista a Ca’ Pesaro per la 20° Giornata del Contemporaneo promossa da AMACI sabato 12 ottobre </strong><strong>e ultimo appuntamento 2024 di Salotto Longhena</strong> <strong>&#8211; MUVE e IUAV in dialogo tra arte e architettura</strong>. Un appuntamento che sintetizza e racchiude la ricchezza di legami, interazioni, dialoghi e riflessioni sul contemporaneo che Ca&#8217; Pesaro – Galleria Internazionale d&#8217;Arte Moderna di Venezia sa instaurare con artisti e istituzioni, a Venezia e in tutta Italia.</p>
<p>Centro dell’azione è la Project Room della Galleria e protagonista è l&#8217;artista Diego Marcon con la presentazione del lavoro <strong><em>She Loves You</em></strong> <strong>(2008)</strong>, tra le opere più significative e rappresentative della sua ricerca estetica e concettuale.</p>
<p>Noto per la sua capacità di <strong>intrecciare</strong> <strong>videoarte, animazione e cinema sperimentale</strong>, <strong>Diego Marcon</strong> propone con questo lavoro un&#8217;immersione nei mondi del non-detto e dell&#8217;inafferrabile, lasciando spazio a una complessità emozionale che si dispiega con rara intensità. <em>She Loves You</em>, dal titolo della canzone dei Beatles, è un&#8217;opera che si interroga sul concetto di memoria, desiderio, perdita, legami affettivi, temi che ricorrono frequentemente nella produzione artistica di Marcon; qui vede protagonista Claudia, il suo amore e l’ossessione per i Fab Four in un tormento poetico in cui l&#8217;artista esplora con le immagini il potere strumentale di empatia e vulnerabilità, impiegate con ambiguità intenzionale. Una dimensione opaca, che nel lavoro di Marcon è vista, anzitutto, come strumento politico di difesa.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft wp-image-23656" src="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/09/Diego-Marcon_SHE_LOVES_YOU-300x238.jpg" alt="" width="380" height="302" srcset="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/09/Diego-Marcon_SHE_LOVES_YOU-300x238.jpg 300w, https://archivio-capesaro.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/09/Diego-Marcon_SHE_LOVES_YOU.jpg 703w" sizes="(max-width: 380px) 100vw, 380px" />L’evento conclude gli appuntamenti del 2024 legati al progetto Salotto Longhena – che raccoglie tutte le iniziative organizzate da MUVE con Università IUAV di Venezia fin dal 2016. Protagonista di quest’anno è stata <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/mostre/archivio-mostre/salotto-longhena-2024-polifonie-italiane/2024/01/22998/esposizione-salotto-longhena-2024/"><strong>la rassegna <em>Polifonie italiane</em></strong></a>, a cura di Angela Vettese e Camilla Salvaneschi e realizzata in collaborazione con il Dipartimento di Culture del Progetto dell’Università IUAV. Dopo le project room dedicate alle opere video di Caterina Erica Shanta, Diego Tonus ed Elena Mazzi, Diego Marcon chiude la rassegna in occasione della 20° Giornata del Contemporaneo AMACI &#8211; Associazione dei Musei d&#8217;Arte Contemporanea Italiani.</p>
<p><strong>Come per ogni edizione della Giornata del Contemporaneo, sabato 12 ottobre l&#8217;ingresso alla Galleria di Ca’ Pesaro sarà gratuito per tutti i visitatori.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/mostre/mostre-in-corso/diego-marcon-she-loves-you/2024/09/23670/biografia-marcon/"><strong>Biografia dell&#8217;artista &gt;</strong></a></p>
<p><a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/eventi/eventi-in-corso/giornata-del-contemporaneo-2024/2024/09/23643/giornata-del-contemporaneo-2024/"><strong>Maggiori informazioni sulla Giornata del Contemporaneo &gt;</strong></a></p>
<p>Immagine: © Diego Marcon. Courtesy the Artist and Sadie Coles HQ, London</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/mostre/archivio-mostre/diego-marcon-she-loves-you/2024/09/23649/mostra-diego-marcon/">Esposizione</a> sembra essere il primo su <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it">Archivio Ca&#039; Pesaro</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/mostre/archivio-mostre/diego-marcon-she-loves-you/2024/09/23649/mostra-diego-marcon/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	<enclosure url="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/09/diego-marcon-ca-pesaro-salotto-longhena-443x443-1-345x300.jpg" />	</item>
		<item>
		<title>Intervento di valorizzazione</title>
		<link>https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/mostre/archivio-mostre/omaggio-a-ennio-finzi/2024/05/23441/ennio-finzi/</link>
		<comments>https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/mostre/archivio-mostre/omaggio-a-ennio-finzi/2024/05/23441/ennio-finzi/#respond</comments>
		<pubDate>Thu, 02 May 2024 10:24:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[OMAGGIO A ENNIO FINZI]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://archivio-capesaro.visitmuve.it/?p=23441</guid>
		<description><![CDATA[<p>Ca' Pesaro prosegue l'attività di valorizzazione degli autori presenti nelle raccolte civiche con un Omaggio a Ennio Finzi, annoverato tra i Maestri della grande stagione pittorica dell'astrattismo [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/mostre/archivio-mostre/omaggio-a-ennio-finzi/2024/05/23441/ennio-finzi/">Intervento di valorizzazione</a> sembra essere il primo su <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it">Archivio Ca&#039; Pesaro</a>.</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>OMAGGIO A ENNIO FINZI</strong></h2>
<p><strong>Dal 17 maggio al 6 ottobre 2024</strong><br />
<strong>Venezia, Ca’ Pesaro – Galleria Internazionale d’Arte Moderna<br />
<em>A cura di</em> Elisabetta Barisoni, Michele Beraldo</strong></p>
<hr>
<p>&nbsp;</p>

<a href='https://archivio-capesaro.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/05/Omaggio-a-Ennio-Finzi-2.jpg'><img decoding="async" width="100" height="100" src="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/05/Omaggio-a-Ennio-Finzi-2-100x100.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://archivio-capesaro.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/05/Omaggio-a-Ennio-Finzi.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="100" height="100" src="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/05/Omaggio-a-Ennio-Finzi-100x100.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://archivio-capesaro.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/05/Omaggio-a-Ennio-Finzi-1.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="100" height="100" src="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/05/Omaggio-a-Ennio-Finzi-1-100x100.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>

<p>Ca&#8217; Pesaro prosegue l&#8217;attività di valorizzazione degli autori presenti nelle raccolte civiche con un <em><strong>Omaggio a Ennio Finzi</strong>.&nbsp;</em>Annoverato tra i Maestri della&nbsp;grande stagione pittorica dell&#8217;astrattismo, Ennio Finzi, nato a Venezia nel 1931, è protagonista di una&nbsp;sala della <strong>collezione permanente</strong> della Galleria Internazionale d&#8217;Arte Moderna, dal 17 maggio al 6 ottobre 2024.&nbsp;</p>
<div id="attachment_23442" style="width: 300px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-23442" class="wp-image-23442" src="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/05/FP0262_dip_Finzi-E_Giallo-su-grigio_inv-0247-Ba_Ca-Pesaro-300x295.jpg" alt="" width="290" height="285" srcset="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/05/FP0262_dip_Finzi-E_Giallo-su-grigio_inv-0247-Ba_Ca-Pesaro-300x295.jpg 300w, https://archivio-capesaro.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/05/FP0262_dip_Finzi-E_Giallo-su-grigio_inv-0247-Ba_Ca-Pesaro.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 290px) 100vw, 290px" /><p id="caption-attachment-23442" class="wp-caption-text">Ennio Finzi, &#8220;Giallo su grigio&#8221;, 1957</p></div>
<p>Artista tra i più radicali del Novecento italiano, Ennio Finzi è stato capace di sovvertire il linguaggio informale del dopoguerra perseguendo un’inconsueta ricerca fondata sui <strong>valori atonali e timbrici del colore</strong>, rappresentando per questo un modello di pittura che Luciano Caramel ha definito “irrituale”.<br />
Viceversa ha saputo anche tracciare un percorso meno concitato e più sotteso alla riflessione percettiva, conducendo un’approfondita indagine sulle strutture intrinseche della forma, nel tentativo forse di domare e “piegare” le proprie ingovernabili contraddizioni. Da questo sintetico quadro generale si è scelto di rappresentare l’artista veneziano con alcune delle sue opere più emblematiche degli anni Cinquanta, come le “geometriche” <em>Scale cromatiche</em>, dove l’intermittente apparire del colore si snoda in limpide partiture a fasce verticali; <em>Ritmi vibrazione</em>, dove il giallo scorre esile e filiforme in rapida e cangiante progressività temporale; o come <em>Bianco su bianco</em> e<em> Grigio su grigio</em> dove la luce si rivela quale emittente spirituale di una materia diradata, dai confini labili e indistintamente sospesi.</p>
<p><strong><br />
<a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/09/Omaggio_a_Ennio_Finzi_Ca_Pesaro_Venezia.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA L&#8217;OPUSCOLO SULLA MOSTRA (PDF 2,3 Mb) &gt;&gt;&gt;</a></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<h4><strong>_<br />
Ennio Finzi (Venezia, 1931)</strong>, si diploma all’Istituto d’Arte di Venezia, studia violino e nel dopoguerra frequenta importanti artisti come Emilio Vedova e Virgilio Guidi. Espone in più occasioni alle collettive della Bevilacqua La Masa, tiene mostre personali e nel 1961 si trasferisce a Milano dove si dedica al design, poi nel 1964 a Sanremo. Nel 1968 ritorna a Venezia e diventa assistente all’Accademia di Carmelo Zotti. Si dedica con un suo personale linguaggio all’arte programmata e nel 1986 partecipa alla Biennale di Venezia, ottenendo in seguito sempre maggiori riconoscimenti in Italia e all’estero.&nbsp;</h4>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>Ingresso con l&#8217;<a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/pianifica-la-tua-visita/orari/">orario</a> e il <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/pianifica-la-tua-visita/biglietti/">biglietto</a> del Museo.</em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/mostre/archivio-mostre/omaggio-a-ennio-finzi/2024/05/23441/ennio-finzi/">Intervento di valorizzazione</a> sembra essere il primo su <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it">Archivio Ca&#039; Pesaro</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/mostre/archivio-mostre/omaggio-a-ennio-finzi/2024/05/23441/ennio-finzi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	<enclosure url="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/05/FP0262_dip_Finzi-E_Giallo-su-grigio_inv-0247-Ba_Ca-Pesaro-345x300.jpg" />	</item>
		<item>
		<title>Esposizione</title>
		<link>https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/mostre/archivio-mostre/wang-jingyun-blueprint/2024/04/23389/wang-jingyun-blueprint/</link>
		<comments>https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/mostre/archivio-mostre/wang-jingyun-blueprint/2024/04/23389/wang-jingyun-blueprint/#respond</comments>
		<pubDate>Fri, 12 Apr 2024 12:57:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Wang Jingyun. Blueprint]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://archivio-capesaro.visitmuve.it/?p=23389</guid>
		<description><![CDATA[<p>"Blueprint" di Wang Jingyun a Ca' Pesaro esplora le questioni fondamentali dell'identità, dell'eredità, del destino e della vita stessa. Nel 2021 Wang Jingyun è risultato vincitore per la categoria poesia visiva del concorso "Artefici del nostro tempo" e nel 2022 ha conseguito il primo posto per la disciplina design del vetro. [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/mostre/archivio-mostre/wang-jingyun-blueprint/2024/04/23389/wang-jingyun-blueprint/">Esposizione</a> sembra essere il primo su <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it">Archivio Ca&#039; Pesaro</a>.</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>WANG JINGYUN</strong><br />
<strong>Blueprint</strong></h2>
<p><strong>18 aprile – 8 settembre 2024&nbsp;</strong><br />
<strong>Venezia, Ca’ Pesaro – Galleria Internazionale d’Arte Moderna, Project room</strong><br />
<strong><em>A cura di</em> Marina Bastianello&nbsp;</strong></p>
<hr>
<p>&nbsp;</p>

<a href='https://archivio-capesaro.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/04/Blueprint-Wang-Jingyun_Ca-Pesaro.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="100" height="100" src="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/04/Blueprint-Wang-Jingyun_Ca-Pesaro-100x100.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>

<p>In senso tradizionale, &#8221;Blueprint&#8221; è un disegno tecnico utilizzato per comunicare con precisione i dettagli di un progetto architettonico o meccanico, solitamente presentato con uno sfondo blu e linee bianche. In questa mostra &#8220;Blueprint&#8221; simboleggia il disegno di base del design della vita, proprio come i progetti definiscono la forma e la funzione di una struttura in architettura e ingegneria.</p>
<p>L&#8217;artista utilizza <strong>23 coppie di cromosomi come lettere e parole</strong> per creare una nuova scrittura asemica basata sull&#8217;analisi del ritmo, dell&#8217;armonia e delle pause silenziose della poesia classica. Attraverso la combinazione di oggetti accuratamente selezionati, costruiti e disposti, tesse <strong>una grammatica visiva che simboleggia la composizione e l&#8217;origine della vita</strong>, la trasmissione di informazioni e codici genetici descrivendo una nuova vita ibrida e sconosciuta, ma strettamente correlata all&#8217;esistenza degli esseri umani.<br />
Questa opera esplora le questioni fondamentali dell&#8217;identità, dell&#8217;eredità, del destino e della vita stessa. Come il mito delle tre dee del destino nella mitologia greca, che controllano il fato tessendo il filo della vita, allo stesso modo, l&#8217;artista intreccia questa &#8220;nuova vita&#8221; trascrivendone simbolicamente il significato stesso della sua esistenza.</p>
<p>Oltre a selezionare personalmente le proprietà fisiche degli oggetti utilizzati per comporre il corredo genetico di queste nuova entità, vengono tenute in considerazione una serie di <strong>simbologie legate ai vari elementi</strong>, come il materiale, le dinamiche di relazione tra gli stessi oggetti, il tempo e lo spazio, che influiranno sulla conservazione e deperibilità, ma anche ciò che è già accaduto ed è quindi parte della storia dell&#8217;oggetto. Si tratta di un lavoro di selezione articolato su più livelli, dalla raccolta su larga scala alla selezione nel dettaglio, alla ricerca di una coppia compatibile secondo dinamiche di contrasto o affinità, che, in ogni caso, secondo lo sguardo dell&#8217;artista, rispettano la natura essenziale intrinseca della coppia di oggetti creata.</p>
<p>Ogni coppia rappresenta un cromosoma o le &#8221;parole&#8221; di un testo che in realtà non esiste, sono come una traccia, l&#8217;ombra di un componimento della quale non esiste trascrizione poiché non è stato generato con un significato lessicale. Le interrelazioni tra queste parole rappresentano il modo in cui i diversi geni si influenzano vicendevolmente e controllano le proprietà biologiche di ogni creatura e allo stesso tempo, riflettono la complessità e la diversità dell&#8217;evoluzione biologica. <strong>Ricombinando, trasformando e collegando materiali </strong><strong>cromosomici, i confini tra umano e non umano si confondono</strong>, mettendo in discussione la natura dell&#8217;umanità e della vita. &#8220;Blueprint&#8221; è un disegno in mutamento. Questa ricerca non si limita agli esseri umani, ma esplora anche le nostre origini, la nostra identità e le infinite possibilità della vita futura. Il pubblico qui non è solo un interprete, la sua partecipazione diventa la riproduzione e la rimodellazione della memoria genetica, fluida e invisibile nell&#8217;opera.</p>
<p>_</p>
<h4><strong>Wang Jingyun </strong>è nato il 26 agosto 1996 a Neijiang, Sichuan, Cina.<br />
Nel 2021 ha conseguito un master in NTA (Nuove Tecniche d&#8217;Arte) presso l&#8217;Accademia di Belle Arti di Venezia. Nel 2021 è risultato vincitore per la categoria poesia visiva del concorso<em><strong> Artefici del nostro tempo</strong></em> del Comune di Venezia e nel 2022 ha conseguito il primo posto per la disciplina design del vetro.<strong><br />
</strong>Nelle sue opere cerca di perseguire una narrazione metaforica e apparentemente inesistente, confondendo i confini tra concetti, immagini e materia. Esplora il dilemma del tempo, la natura contraddittoria della vita quotidiana e l&#8217;inevitabilità della morte, esprimendo un&#8217;ossessione per la fragilità e la fine delle cose. Questi temi non sono solo stati o risultati, ma prove del ciclo dell&#8217;universo. Presentata in modo poetico ed emotivo, la sua esplorazione diventa una raccolta di frammenti di realtà, di esperienza individuale, di ambiente e di tempo, estraendo nuove storie e significati da prodotti facilmente realizzabili, da detriti industriali e da cose naturali.<br />
Le sue opere sono composte principalmente da installazioni crossmediali e poesia sperimentale, e sono state esposte in Cina, Francia, Spagna, Italia, Grecia e Corea del Sud.<strong><br />
</strong></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/mostre/archivio-mostre/wang-jingyun-blueprint/2024/04/23389/wang-jingyun-blueprint/">Esposizione</a> sembra essere il primo su <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it">Archivio Ca&#039; Pesaro</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/mostre/archivio-mostre/wang-jingyun-blueprint/2024/04/23389/wang-jingyun-blueprint/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	<enclosure url="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/04/Blueprint-ca-pesaro-evidenza-345x300.png" />	</item>
		<item>
		<title>Intervento di valorizzazione</title>
		<link>https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/mostre/archivio-mostre/giorgio-andreotta-calo/2024/03/23278/giorgio-andreotta-calo-2/</link>
		<comments>https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/mostre/archivio-mostre/giorgio-andreotta-calo/2024/03/23278/giorgio-andreotta-calo-2/#respond</comments>
		<pubDate>Tue, 26 Mar 2024 13:47:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[GIORGIO ANDREOTTA CALÒ. Scultura lingua morta]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://archivio-capesaro.visitmuve.it/?p=23278</guid>
		<description><![CDATA[<p>Dal 15 novembre 2024, due sale del secondo piano di Ca' Pesaro ospiteranno una rassegna dedicata a Giorgio Andreotta Calò, artista veneziano già vincitore del bando PAC del Ministero della Cultura che ha permesso l’acquisizione per le collezioni comunali conservate a Ca’ Pesaro della sua monumentale scultura "Medusa". [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/mostre/archivio-mostre/giorgio-andreotta-calo/2024/03/23278/giorgio-andreotta-calo-2/">Intervento di valorizzazione</a> sembra essere il primo su <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it">Archivio Ca&#039; Pesaro</a>.</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>GIORGIO ANDREOTTA CALÒ<br />
Scultura lingua morta<br />
</strong></h2>
<p><strong>Dal 15 novembre 2024 al 4 marzo 2025<br />
</strong><strong>Venezia, Ca’ Pesaro – Galleria Internazionale d’Arte Moderna, Sale Dom Pérignon, II Piano</strong></p>
<p><strong><em>A cura di</em> Elisabetta Barisoni<br />
<em>Si ringraziano</em> Studio Giorgio Andreotta Calò, Ipercubo</strong></p>
<p><strong>&nbsp;</strong></p>
<hr>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel marzo 1944 <strong>Arturo Martini</strong> comincia a scrivere il suo celebre testo <strong>“La scultura lingua morta”</strong> che sarà pubblicato a Venezia, in cinquanta copie, nel 1945. Lo scritto è una sofferta dichiarazione sull’incapacità della scultura di essere viva e universale. Durante i terribili anni della Seconda guerra mondiale Martini, dalla posizione di massimo scultore italiano del suo tempo, attacca la scultura e ne mette in dubbio la possibilità di essere salvifica.</p>
<p>Dalle riflessioni di Martini, autore fondante del gruppo di artisti che ai primi del ’900 si erano riuniti intorno al primo Direttore di Ca’ Pesaro Nino Barbantini e artista ampiamente rappresentato nelle raccolte civiche conservate dalla Galleria, prende avvio un dialogo, quasi un corpo a corpo, tra <strong>Giorgio Andreotta Calò</strong>, artista veneziano annoverato tra le voci più autorevoli dell’arte italiana a livello internazionale, e la città di Venezia, considerata nella sua plasticità e fisicità.</p>
<p>La piccola ma preziosa esposizione di oggi rappresenta <strong>un viaggio nella lingua morta attraverso capolavori realizzati da Calò nell’arco di oltre vent’anni</strong>. Dalle celebri <em><strong>Clessidre</strong>, <strong>Pinne Nobilis</strong>, <strong>Carotaggi </strong></em>e una straordinaria serie di <strong><em>Meduse </em></strong>tra le quali l’esemplare entrato nella collezione civica di Ca’ Pesaro grazie al PAC2021 – Piano per l’Arte Contemporanea, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura. Di questo soggetto tanto caro all’artista veneziano, un esemplare inedito è presentato in <strong>un intimo colloquio con <em>Testa di Medusa</em> di Martini</strong>, opera proveniente dai depositi della Galleria Nazionale di Arte Moderna di Ca’ Pesaro.<br />
Da questo dialogo tra i due artisti percepiamo come il linguaggio non sia mai stato più vivo e presente.</p>
<p>Insieme a queste opere sono esposti <strong>i materiali che per primi hanno attivato il dialogo dell’artista con il Palazzo sul Canal Grande</strong>: la seconda sala della mostra vive nei disegni e nei carotaggi, esito delle indagini eseguite dai professionisti dei Lavori Pubblici del Comune di Venezia sulla facciata di Ca’ Pesaro. Il rapporto tra la produzione plastica contemporanea e la città di Venezia, rappresentato dalla sensibilità di Calò cui si affiancano le collezioni di scultura di Ca’ Pesaro e la monumentale architettura del Palazzo, si arricchisce delle suggestioni ispirate dai <strong>preziosi documenti</strong> provenienti dall’Archivio Storico della Galleria. Sono tracce di campagne fotografiche condotte sulle collezioni, di cambiamenti e riflessioni sull’allestimento delle opere, sull’architettura longheniana e sulla facciata, trame di una storia che si intreccia con la produzione di Calò attraverso lo sguardo trasversale e dialogico del collettivo Ipercubo.<br />
La produzione plastica, ma anche la museografia, l’architettura e il restauro manutentivo, le indagini statiche e scientifiche sui materiali e sul palazzo, diventano tutti <strong>elementi di una <em>lingua</em> </strong><em><strong>viva</strong> </em>che testimonia il dialogo ininterrotto tra Venezia, i protagonisti del suo glorioso passato e gli interpreti del suo articolato presente.</p>
<p>_</p>
<h4><strong>Giorgio Andreotta Calò </strong>(Venezia, 1979) vive e lavora tra Italia e Olanda. Ha studiato scultura all’Accademia di Belle Arti di Venezia e alla Kunsthochschule di Berlino. Tra il 2001 e il 2007 è assistente di Ilya ed Emilia Kabakov. Nel 2008 inizia la collaborazione con Galleria ZERO… (Milano). Nel 2008 si trasferisce in Olanda ed è artista in residenza alla Rijksakademie van Beeldende Kunsten di Amsterdam (2009-2011). Nel 2011 il suo lavoro è presentato alla 54. Biennale diretta da Bice Curiger. Nel 2012 vince il Premio Italia per l’arte contemporanea promosso dal MAXXI di Roma. Tra il 2012 e il 2013 è artista in residenza presso il Centre National d’Art Contemporain di Villa Arson a Nizza. Nel 2014 vince il Premio New York promosso dal Ministero per gli Affari Esteri italiano. Nel 2015 inizia a collaborare con la Galleria Sprovieri (Londra). Nel 2017 è uno dei tre artisti invitati a rappresentare l’Italia nel padiglione curato da Cecilia Alemani alla 57. Biennale e con il progetto Anastasis vince il bando Italian Council (2017).<br />
Nel 2019 gli viene dedicata una mostra personale presso Pirelli HangarBicocca a Milano. Tra il 2017 e il 2024 realizza per la collezione del Castello di Ama, un’opera ambientale permanente. Nel 2024 inizia la collaborazione con la Galleria Annet Gelink (Amsterdam). Il suo lavoro è presente nelle principali collezioni dei musei di arte contemporanea italiani e in prestigiose collezioni private in Italia e all’estero. Dal 2016 stabilisce il suo studio a Venezia e dal 2021 insegna all’Accademia di Belle Arti nel dipartimento di Scultura.</h4>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>La mostra è visitabile dal 15 novembre 2024 al 4 marzo 2025 con l&#8217;<a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/pianifica-la-tua-visita/orari/">orario</a> e il <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/pianifica-la-tua-visita/biglietti/">biglietto</a> del Museo.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/mostre/archivio-mostre/giorgio-andreotta-calo/2024/03/23278/giorgio-andreotta-calo-2/">Intervento di valorizzazione</a> sembra essere il primo su <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it">Archivio Ca&#039; Pesaro</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/mostre/archivio-mostre/giorgio-andreotta-calo/2024/03/23278/giorgio-andreotta-calo-2/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	<enclosure url="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/03/calo-evidenza.png" />	</item>
		<item>
		<title>Mostra</title>
		<link>https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/mostre/archivio-mostre/roberto-matta-1911-2002/2024/03/23244/mostra-roberto-matta/</link>
		<comments>https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/mostre/archivio-mostre/roberto-matta-1911-2002/2024/03/23244/mostra-roberto-matta/#respond</comments>
		<pubDate>Tue, 26 Mar 2024 13:35:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Roberto Matta 1911-2002]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://archivio-capesaro.visitmuve.it/?p=23244</guid>
		<description><![CDATA[<p>La mostra in programma a Ca’ Pesaro affronta diversi temi che permettono di esplorare la molteplicità e la profondità della produzione di dipinti, disegni e sculture di Matta secondo la sua poliedrica creatività [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/mostre/archivio-mostre/roberto-matta-1911-2002/2024/03/23244/mostra-roberto-matta/">Mostra</a> sembra essere il primo su <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it">Archivio Ca&#039; Pesaro</a>.</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>Roberto Matta</strong><br />
<strong>1911-2002</strong></h2>
<p><strong>25 ottobre 2024 – 23 marzo 2025</strong><br />
<strong>Venezia, Ca’ Pesaro – Galleria Internazionale d’Arte Moderna </strong><br />
<strong><em><br />
A cura di</em> Norman Rosenthal, Dawn Ades, Elisabetta Barisoni<br />
<em>Con la collaborazione di</em> Archivio Matta</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<hr>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>Roberto Matta 1911-2002</strong></em> è la prima mostra istituzionale in Italia dedicata all&#8217;artista cileno; punta a restituirne l&#8217;eclettica personalità e l&#8217;espressione di una vasta gamma di idee e modalità di conoscenze: scientifica, culturale e filosofica. Cittadino del mondo, visionario, autore poliedrico, pittore e disegnatore, architetto e scultore, artista militante,&nbsp;<strong>Roberto Sebastián Antonio Matta Echaurren</strong> (Santiago del Cile, 1911 &#8211; Civitavecchia, 2002) è certamente uno degli artisti più importanti del Ventesimo secolo e, al tempo stesso, tra le figure meno celebrate e rappresentate nelle collezioni dei musei italiani.</p>
<p>La mostra di Ca’ Pesaro si inserisce così nei&nbsp;<strong>progetti di approfondimento</strong>,<strong>&nbsp;ricerca e riscoperta degli autori del Novecento&nbsp;</strong>portati avanti dalla Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Venezia, partendo dai capolavori custoditi nella sua collezione &#8211; in questo caso&nbsp;<em>Alba sulla terra&nbsp;</em>del 1952.</p>
<p>La mostra&nbsp;<strong>ricorda e rinnova inoltre il suo legame storico con Venezia</strong>. Nella città lagunare, Matta arriva per la prima volta nel 1948, tra gli artisti della collezione Peggy Guggenheim ospitata nell’epocale esposizione al Padiglione della Grecia. Sempre a Venezia&nbsp;<strong>nel 1953, in occasione dell’esposizione&nbsp;</strong><em>Matta 1949-1953</em>&nbsp;al Museo Correr organizzata da Galleria del Cavallino e sotto l’egida di Carlo Cardazzo,&nbsp;<strong>un’opera di Matta entra per la prima volta in una collezione pubblica italiana</strong>: esposta nella mostra in Sala Napoleonica,&nbsp;<em>Alba sulla terra</em> viene acquistata dal Comune di Venezia per Ca’ Pesaro.</p>
<p>Protagonista “ufficiale” del Surrealismo di cui si celebra nel 2024 il centenario, Matta ha sviluppato un suo linguaggio visivo particolare; il suo universo è sorprendente, complesso, articolato, non ascrivibile ad un unico linguaggio.&nbsp;<strong>L’irrazionalità, l’inconscio, l’automatismo psichico e la materia che si deforma</strong>, patrimonio del surreale, si uniscono alla fondamentale esperienza a Parigi come collaboratore di Le Corbusier. Allo stesso tempo, la&nbsp;<strong>componente geometrica</strong>,&nbsp;<strong>architettonica e costruttiva</strong>&nbsp;nelle forzature prospettiche e degli&nbsp;<strong>sconfinamenti verso la quarta dimensione</strong>, che contraddistinguono la sua produzione matura, conservano l’eco dell’amore per la poesia e della giovanile vicinanza a Breton e ai suoi sodali. La mostra intende celebrare il geniale e grandemente influente artista di origini cilene, e la sua poliedrica creatività, espressa nella produzione di dipinti, disegni, sculture, progetti di architettura e oggetti di design.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>
<p>E ancora, pur trasgredendo costantemente la linea di confine tra astrazione e figurazione<strong>, esercita un’influenza cruciale sugli espressionisti astratti americani</strong>&nbsp;degli anni Quaranta. Ma soprattutto, l’opera di Matta si presenta fin da subito come partecipe del mondo della fantascienza, come precursore di un’estetica dove le atmosfere dei videogiochi si mescolano a quelle della Street art.&nbsp;</p>
<p><strong>La mostra si apre con un’opera monumentale</strong>, oltre 10 metri di lunghezza, degli&nbsp;<strong>anni Settanta</strong>:&nbsp;<em>Coïgitum</em>&nbsp;(1972), che esprime la natura di instancabile sperimentatore dello spazio. Si entra nel mondo di Matta con un’opera che unisce l’immaginario surrealista alla costruzione architettonica e allo sfondamento non- Euclideo dello spazio. L’artista si presenta&nbsp;<strong>fin da subito come partecipe del mondo della fantascienza</strong>&nbsp;e come il precursore di un’estetica, che lui amava definire “da Leonardo da Vinci alla NASA”, dove&nbsp;<strong>si mescolano le atmosfere siderali dei videogiochi e quelle della Street art</strong>.</p>
<p>Il percorso espositivo si svolge poi secondo una&nbsp;<strong>cronologia rigorosa, ma non rigida</strong>. Emergono così le&nbsp;<strong>diverse anime di Matta</strong>, tra&nbsp;<strong>dipinti monumentali e sculture</strong>&nbsp;&#8211; una foresta di totem di animali, figure mitologiche, sedute troneggianti, archetipi dagli echi mediterranei e delle civiltà precolombiane &#8211; che invadono l’ingresso, la corte, l’androne del Museo. Accanto,&nbsp;<strong>oggetti di design contemporanei</strong>, come&nbsp;<strong>il sistema di</strong>&nbsp;<strong>sedute&nbsp;</strong><em><strong>Malitte</strong></em>: una composizione modulare di cinque blocchi, oggi prodotta da Paradisoterrestre e a disposizione del pubblico della mostra. E poi oggetti e&nbsp;<strong>sculture in vetro</strong>, figlie della straordinaria esperienza veneziana della Fucina degli Angeli.</p>
<p>Non ultimo, c’è il&nbsp;<strong>Roberto Matta militante</strong>: arte e politica si fondono a partire dal dopoguerra, sull’onda delle atrocità e nel ricordo di Federico García Lorca, a cui era profondamente legato, ucciso dai franchisti. Della&nbsp;<strong>rivoluzione cubana</strong>&nbsp;visse con intensità la prima stagione, quando sull’isola si radunarono gli artisti europei e latinoamericani, colmi di speranze sul “socialismo tropicale”. Tra opere più significative esposte a Ca’ Pesaro vi sono l’intensa&nbsp;<em>La Question</em>, 1958, che richiama la questione della Guerra d’Algeria, la monumentale&nbsp;<em>La Chasse aux adolescents</em>, grande tela che evoca la rivoluzione del maggio francese del 1968, oggi di drammatica attualità e l’intensa&nbsp;<em>El Burundu Burunda ha muerto</em>&nbsp;del 1975 che affronta il tema della guerra civile colombiana degli anni Cinquanta.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>
<p>Un impegno profetico anche la sua&nbsp;<strong>sensibilità alle tematiche ecologiche</strong>, espresse nei soggetti e fino all&#8217;applicazione pratica degli allestimenti, realizzati senza cornici, usando basi di recupero, oggi diremo,&nbsp;<strong>concepite secondo un’ottica di sostenibilità</strong>. Sulla stessa lunghezza d&#8217;onda si è sviluppato anche il progetto allestitivo di Ca’ Pesaro, realizzato con il gruppo di Design Differente.</p>
<p><strong>#RobertoMatta</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>La mostra è visitabile dal 25 ottobre 2024 al 23 marzo 2025, con l&#8217;<a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/pianifica-la-tua-visita/orari/" target="_blank" rel="noopener">orario</a> e il <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/pianifica-la-tua-visita/biglietti/" target="_blank" rel="noopener">biglietto</a> del Museo.</strong></p>
<h2><a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/mostre/mostre-in-corso/roberto-matta-1911-2002/2024/10/23711/roberto-matta-attivita-educative/"><strong>Scopri le attività MUVE Education per la mostra &gt;&gt;&gt;</strong></a></h2>
<h2><a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/eventi/eventi-in-corso/ciclo-di-conferenze-roberto-matta-1911-2002/2025/01/23887/ciclo-di-conferenze-con-visita-guidata/"><strong>Scopri il ciclo di conferenze &gt;&gt;&gt;</strong></a></h2>
<p><em>_</em></p>
<p><em>Si ringrazia</em><br />
<strong>FONDAZIONE RODOLFO FERRARI</strong><br />
<img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-23788 size-thumbnail" src="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/03/logo-Fondazione-Rodolfo-Ferrari-100x100.jpg" alt="" width="100" height="100"></p>
<p>L'articolo <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/mostre/archivio-mostre/roberto-matta-1911-2002/2024/03/23244/mostra-roberto-matta/">Mostra</a> sembra essere il primo su <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it">Archivio Ca&#039; Pesaro</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/mostre/archivio-mostre/roberto-matta-1911-2002/2024/03/23244/mostra-roberto-matta/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	<enclosure url="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/03/Roberto-Matta-box_591-x-524-345x300.jpg" />	</item>
		<item>
		<title>Mostra</title>
		<link>https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/mostre/archivio-mostre/chiara-dynys-lo-stile/2024/02/23148/mostra-chiara-dynys/</link>
		<comments>https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/mostre/archivio-mostre/chiara-dynys-lo-stile/2024/02/23148/mostra-chiara-dynys/#respond</comments>
		<pubDate>Wed, 28 Feb 2024 15:31:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiara Dynys. Lo stile]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://archivio-capesaro.visitmuve.it/?p=23148</guid>
		<description><![CDATA[<p>"Lo Stile" è una mostra e un progetto site related, pensato appositamente per Ca’ Pesaro e contemporaneamente un riferimento all’opera di Piet Mondrian e al Neoplasticismo. Chiara Dynys reinterpreta la sintesi linguistica del modernismo olandese attraverso una serie di nuovi ambienti immersivi in cui luce e materia ridisegnano il racconto del reale. [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/mostre/archivio-mostre/chiara-dynys-lo-stile/2024/02/23148/mostra-chiara-dynys/">Mostra</a> sembra essere il primo su <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it">Archivio Ca&#039; Pesaro</a>.</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>Chiara Dynys</strong><br />
<strong>Lo stile</strong></h2>
<p><strong>20 aprile &#8211; 15 settembre 2024</strong><br />
<strong>Venezia, Ca&#8217; Pesaro &#8211; Galleria Internazionale d&#8217;Arte Moderna</strong><br />
<strong>Sale Dom Pérignon, secondo piano</strong></p>
<p><strong><em>A cura di</em> Alessandro Castiglioni, Chiara Squarcina, Elisabetta Barisoni<br />
</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<hr>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>&nbsp;</strong></p>

<a href='https://archivio-capesaro.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/02/1.ChiaraDynys_OndeGravitazionali-ph-Studio-Blu.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="100" height="100" src="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/02/1.ChiaraDynys_OndeGravitazionali-ph-Studio-Blu-100x100.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://archivio-capesaro.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/02/2.ChiaraDynys_LostileTutto-ph-Studio-Blu.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="100" height="100" src="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/02/2.ChiaraDynys_LostileTutto-ph-Studio-Blu-100x100.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://archivio-capesaro.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/02/3.ChiaraDynys_Tutto-Heavy-Light-Photo-Alessio-Pasqualini.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="100" height="100" src="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/02/3.ChiaraDynys_Tutto-Heavy-Light-Photo-Alessio-Pasqualini-100x100.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>

<p><strong>Chiara Dynys è una tra le più importanti artiste italiane contemporanee</strong>, il cui lavoro si è sempre contraddistinto per una particolare attenzione al <strong>dialogo con lo spazio storico</strong>, sia nella sua dimensione architettonica che in quella discorsiva.</p>
<p>In continuità con questa prospettiva, <em>Lo Stile</em> è una mostra e un <strong>progetto site related</strong>, pensato appositamente per Ca’ Pesaro e contemporaneamente un riferimento all’opera di Piet Mondrian e al Neoplasticismo. Una mostra di grande potenza visiva, apparentemente provocatoria ma in realtà rivelatrice della centralità nell’arte della forma del linguaggio.</p>
<p>In risposta a una poetica che ha sempre rifiutato qualsiasi definizione stilistica, Dynys reinterpreta la sintesi linguistica del modernismo olandese attraverso una serie di nuovi<strong> ambienti immersivi in cui luce e materia ridisegnano il racconto del reale</strong>.</p>
<p>Scrive in merito l’artista: &#8220;Il riferimento a Mondrian vuole rendere esplicita la mia affermazione che la forma del linguaggio, anche quando lo stile è rinnegato, come nel mio lavoro, è centrale. L’installazione che dà il titolo alla mostra è infatti un’opera ambigua, che intenzionalmente riprende le composizioni dell’artista teosofo ma nel contempo le rinnega, perché è realizzata in pietra e metallo, cioè in materie presenti e resistenti, quel che Mondrian rifuggiva più di ogni cosa&#8221;.</p>
<p>&#8220;Contrapposti a questa, un gruppo di libri colorati di metacrilato della serie <strong><em>Tutto</em></strong>, fornisce ulteriori spunti sulla mia particolare e contraddittoria idea di stile, mentre la seconda grande sala è interamente occupata dall’installazione <strong><em>Gate of Heaven</em></strong>, dove lo scheletro luminoso di una grande porta sembra derivare dalle curve, altrettanto luminose, che si diffondono sul pavimento secondo l’andamento delle onde gravitazionali dell’universo&#8221;.</p>
<p>Così, la visione ravvicinata nel tempo e nello spazio di questi tre lavori, parla di uno “stile” che può tranquillamente rinnegarsi, ma per rinnovarsi: tutto diventa “stile”, se il linguaggio disparato con cui lo si esprime riesce a diventare forma.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>La mostra è visitabile dal 20 aprile al 15 settembre 2024 con l&#8217;<a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/pianifica-la-tua-visita/orari/">orario</a> e il <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/pianifica-la-tua-visita/biglietti/">biglietto</a> del museo.</strong></p>
<p>_</p>
<p><em>Galleria immagini:<br />
</em><em>Immagini n.1 e n.2: photo Studio Blu<br />
</em><em>Immagine n. 3: photo Alessio Pasqualini</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/mostre/archivio-mostre/chiara-dynys-lo-stile/2024/02/23148/mostra-chiara-dynys/">Mostra</a> sembra essere il primo su <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it">Archivio Ca&#039; Pesaro</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/mostre/archivio-mostre/chiara-dynys-lo-stile/2024/02/23148/mostra-chiara-dynys/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	<enclosure url="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/02/Chiara-Dynys-evidenza2.jpg" />	</item>
		<item>
		<title>Mostra</title>
		<link>https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/mostre/archivio-mostre/armando-testa/2024/02/23094/armando-testa/</link>
		<comments>https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/mostre/archivio-mostre/armando-testa/2024/02/23094/armando-testa/#respond</comments>
		<pubDate>Wed, 28 Feb 2024 15:29:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Armando Testa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://archivio-capesaro.visitmuve.it/?p=23094</guid>
		<description><![CDATA[<p>Ca’ Pesaro inaugura la nuova stagione espositiva 2024 con una grande mostra dedicata ad Armando Testa (1917-1992). Già presente dal dicembre 2022 nelle collezioni civiche veneziane con 17 opere, il geniale creativo piemontese sarà al centro di una rassegna monografica che permetterà di scoprire e riscoprire aspetti inediti della sua produzione [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/mostre/archivio-mostre/armando-testa/2024/02/23094/armando-testa/">Mostra</a> sembra essere il primo su <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it">Archivio Ca&#039; Pesaro</a>.</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>Armando Testa <span style="color: #ff0000;">·</span><br />
</strong></h2>
<p><strong>20 aprile &#8211; 15 settembre 2024<br />
Venezia, Ca’ Pesaro &#8211; Galleria Internazionale d’Arte Moderna</strong><br />
<strong><em><br />
A cura di</em> Gemma De Angelis Testa, Tim Marlow, Elisabetta Barisoni</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<hr>
<p>&nbsp;</p>

<a href='https://archivio-capesaro.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/02/1.Mostra-Armando-Testa-Ca-Pesaro.jpeg'><img loading="lazy" decoding="async" width="100" height="100" src="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/02/1.Mostra-Armando-Testa-Ca-Pesaro-100x100.jpeg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://archivio-capesaro.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/02/2.Mostra-Armando-Testa-Ca-Pesaro.jpeg'><img loading="lazy" decoding="async" width="100" height="100" src="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/02/2.Mostra-Armando-Testa-Ca-Pesaro-100x100.jpeg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://archivio-capesaro.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/02/3.Mostra-Armando-Testa-Ca-Pesaro.jpeg'><img loading="lazy" decoding="async" width="100" height="100" src="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/02/3.Mostra-Armando-Testa-Ca-Pesaro-100x100.jpeg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://archivio-capesaro.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/02/4.Mostra-Armando-Testa-Ca-Pesaro.jpeg'><img loading="lazy" decoding="async" width="100" height="100" src="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/02/4.Mostra-Armando-Testa-Ca-Pesaro-100x100.jpeg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://archivio-capesaro.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/02/5.Mostra-Armando-Testa-Ca-Pesaro.jpeg'><img loading="lazy" decoding="async" width="100" height="100" src="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/02/5.Mostra-Armando-Testa-Ca-Pesaro-100x100.jpeg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://archivio-capesaro.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/02/6.Mostra-Armando-Testa-Ca-Pesaro.jpeg'><img loading="lazy" decoding="async" width="100" height="100" src="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/02/6.Mostra-Armando-Testa-Ca-Pesaro-100x100.jpeg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>

<p>Ca’ Pesaro inaugura la nuova stagione espositiva 2024 con <strong>una grande mostra dedicata ad Armando Testa (1917-1992)</strong>. Già presente dal dicembre 2022 nelle collezioni civiche veneziane con 17 opere, il geniale creativo piemontese sarà al centro di una<strong> rassegna monografica</strong> che permetterà di scoprire e riscoprire <strong>aspetti inediti della sua produzione</strong>.</p>
<p>Dagli esordi torinesi presso la Scuola Tipografica Vigliardi Paravia e con l’insegnamento di Ezio D’Errico, l’esposizione mira a ricostruire il percorso artistico di un protagonista della cultura visiva contemporanea, creatore di celebri icone entrate da anni nel nostro immaginario collettivo.<br />
I suoi capolavori sono figli di <strong>una pluralità di linguaggi espressivi</strong>, sperimentati nel corso della sua carriera più che trentennale, la cui modernità è oggi fonte di ispirazione per gli artisti contemporanei e che ha portato lo studioso di estetica Gillo Dorfles a definirlo “visualizzatore globale”.</p>
<p>Al primo concorso, vinto da Armando Testa a vent’anni per ICI (Industria Colori Inchiostri) nel 1937, si affianca la ricerca portata avanti nell’immediato dopoguerra per importanti aziende come Martini &amp; Rossi, Carpano, Borsalino e Pirelli, da cui scaturiranno alcune delle sue più geniali e iconiche invenzioni. E ancora,<strong> le pubblicità</strong>, le campagne promozionali e i loghi per Lavazza, Sasso, Carpano, Simmenthal e Lines, tra gli altri, che hanno accompagnato diverse generazioni di spettatori, fruitori, artisti e creativi, si arricchiranno delle suggestioni di Testa per occasioni pubbliche nazionali, come le Olimpiadi di Roma del 1960, di cui realizzò il manifesto ufficiale vincendo un concorso segnato da articolate vicende.</p>
<p>Gli anni Cinquanta e Sessanta videro la nascita delle immagini e delle <strong>animazioni per la televisione</strong>, con personaggi, suoni e gesti che sono rimasti nella storia della pubblicità e della cultura internazionale: dal digestivo Antonetto (1960) alla celebre sfera rossa sospesa sopra la mezza sfera del Punt e Mes, che in dialetto piemontese significa “un punto e mezzo” (1960); da Caballero e Carmencita per il caffè Paulista di Lavazza (1965) agli immaginifici abitanti del pianeta Papalla per i televisori Philco (1966); da Pippo, l’ippopotamo azzurro dei pannolini Lines (1966-1967), alle pubblicità per l’olio Sasso (1968) e per la birra Peroni (1968).</p>
<p>Le ricerche intorno al <strong>tema del cibo</strong>, visto nelle sue declinazioni eclettiche e anche ironiche, si affiancheranno in mostra ad attività legate ai temi sociali e alla diffusione culturale nelle quali Armando Testa non mancò di impegnarsi, come le campagne per Amnesty International, per il referendum sul divorzio, per la povertà e la fame nel mondo, a citarne solo alcune.</p>
<p>Parallela e contigua a queste produzioni corre la ricerca inesauribile di Armando Testa su alcune questioni sempre aperte: non solo la figura umana, le geometrie, i pieni e i vuoti, il positivo e il negativo, ma anche soggetti specifici come le mani e sopratutto le dita, primo organo di senso e di percezione del mondo, alfabeto con il quale interpretiamo il soggetto e lo spazio che ci circonda.</p>
<p>Significative<strong> interviste e contributi video</strong> porteranno i visitatori della Galleria Internazionale d’Arte Moderna a rivedere un pezzo importante della propria storia e le giovani generazioni a scoprire un genio creativo del nostro passato recente. Non solo l’Armando Testa già noto: l’esposizione di Ca’ Pesaro intende rivolgere uno sguardo complessivo alla sua lezione e al suo <strong>lascito artistico</strong>, con un’attenzione particolare alle sue qualità e felici intuizioni come pittore, scultore, disegnatore e creatore di infinite suggestioni condensate, magicamente, in una sintesi inaspettata.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/mostre/mostre-in-corso/armando-testa/2024/03/23325/armando-testa-attivita-educative-itinerari/"><strong>Scopri le attività MUVE Education per la Mostra &gt;&gt;&gt;</strong></a></h2>
<p>&nbsp;</p>
<hr>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Con la collaborazione di</em></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-23265" src="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/02/LOGO-CONTINUA-300x61.png" alt="" width="200" height="40" srcset="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/02/LOGO-CONTINUA-300x61.png 300w, https://archivio-capesaro.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/02/LOGO-CONTINUA-768x155.png 768w, https://archivio-capesaro.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/02/LOGO-CONTINUA.png 1000w" sizes="auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-23266" src="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/02/TestaperTestaCOL-300x70.png" alt="" width="160" height="37" srcset="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/02/TestaperTestaCOL-300x70.png 300w, https://archivio-capesaro.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/02/TestaperTestaCOL-1024x238.png 1024w, https://archivio-capesaro.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/02/TestaperTestaCOL-768x179.png 768w, https://archivio-capesaro.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/02/TestaperTestaCOL.png 1181w" sizes="auto, (max-width: 160px) 100vw, 160px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Un ringraziamento speciale a Gianfranco D’Amato per il supporto alla mostra e al catalogo</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/mostre/archivio-mostre/armando-testa/2024/02/23094/armando-testa/">Mostra</a> sembra essere il primo su <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it">Archivio Ca&#039; Pesaro</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/mostre/archivio-mostre/armando-testa/2024/02/23094/armando-testa/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	<enclosure url="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/02/armando-testa-evidenza-evidenza.png" />	</item>
		<item>
		<title>Esposizione</title>
		<link>https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/mostre/archivio-mostre/salotto-longhena-2024-polifonie-italiane/2024/01/22998/esposizione-salotto-longhena-2024/</link>
		<comments>https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/mostre/archivio-mostre/salotto-longhena-2024-polifonie-italiane/2024/01/22998/esposizione-salotto-longhena-2024/#respond</comments>
		<pubDate>Mon, 15 Jan 2024 12:01:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[SALOTTO LONGHENA 2024 | Polifonie italiane]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://archivio-capesaro.visitmuve.it/?p=22998</guid>
		<description><![CDATA[<p>La collaborazione con IUAV presenta anche quest’anno alcune iniziative del progetto Salotto Longhena, che unisce l’Università alla Fondazione Musei Civici in dialogo tra arte e architettura. Nella project room del museo tre appuntamenti articolati da gennaio ad aprile presentano Polifonie italiane, a cura di Camilla Salvaneschi e Angela Vettese [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/mostre/archivio-mostre/salotto-longhena-2024-polifonie-italiane/2024/01/22998/esposizione-salotto-longhena-2024/">Esposizione</a> sembra essere il primo su <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it">Archivio Ca&#039; Pesaro</a>.</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><strong><a href="https://www.visitmuve.it/it/muve-academy/"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-23042" src="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/01/MUVE-ACADEMY-bandiera-a-destra-colore-300x66.jpg" alt="" width="205" height="45" srcset="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/01/MUVE-ACADEMY-bandiera-a-destra-colore-300x66.jpg 300w, https://archivio-capesaro.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/01/MUVE-ACADEMY-bandiera-a-destra-colore-1024x225.jpg 1024w, https://archivio-capesaro.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/01/MUVE-ACADEMY-bandiera-a-destra-colore-768x168.jpg 768w, https://archivio-capesaro.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/01/MUVE-ACADEMY-bandiera-a-destra-colore.jpg 1163w" sizes="auto, (max-width: 205px) 100vw, 205px" /></a></strong>Polifonie italiane</h2>
<p><strong>30 gennaio – 14 aprile 2024</strong><br />
<strong>Venezia, Ca’ Pesaro – Galleria Internazionale d’Arte Moderna</strong><br />
<strong>Project room</strong></p>
<p><strong><em>A cura di</em> Camilla Salvaneschi <em>e</em> Angela Vettese</strong></p>
<hr>
<p>&nbsp;</p>
<p>La <strong>collaborazione con Iuav</strong>&nbsp;presenta anche quest’anno alcune iniziative del <strong>progetto <em>Salotto Longhena</em></strong>, che unisce l’Università alla Fondazione Musei Civici in dialogo tra arte e architettura. Nella project room del museo <strong>tre appuntamenti</strong> articolati da gennaio ad aprile presentano <em><strong>Polifonie italiane</strong></em>, a cura di Camilla Salvaneschi e Angela Vettese.</p>
<p>Realizzata in collaborazione con il Dipartimento di Culture del Progetto, la rassegna comprende opere di quattro artisti formatisi presso l&#8217;Università Iuav di Venezia: <strong>Caterina Erica Shanta, Diego Tonus, Elena Mazzi e Diego Marcon</strong>. Quest&#8217;ultimo presenterà il suo lavoro ad ottobre 2024, in occasione della <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/eventi/eventi-in-corso/giornata-del-contemporaneo-2024/2024/09/23643/giornata-del-contemporaneo-2024/"><strong>Giornata del Contemporaneo AMACI</strong></a>.</p>
<p>Al contempo, in collaborazione con la Scuola di Dottorato dell’Università Iuav &#8211; ambito Arti, avrà luogo un <strong>convegno interdisciplinare</strong> tra arte e architettura sul tema <em>Sparizioni</em>.</p>
<p><strong>_</strong></p>
<p>&nbsp;<br />
<strong>CALENDARIO MOSTRE DEL CICLO <em>POLIFONIE ITALIANE:</em></strong><br />
<u></u></p>
<ul>
<li><u><u><a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/mostre/mostre-in-corso/salotto-longhena-2024-polifonie-italiane/2024/01/23071/salotto-longhena-2024-caterina-erica-shanta/"><strong>30 gennaio &#8211; 18 febbraio 2024 |</strong> </a><em><strong><span style="text-decoration: underline;">Caterina Erica Shanta<br />
<a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/mostre/mostre-in-corso/salotto-longhena-2024-polifonie-italiane/2024/01/23071/salotto-longhena-2024-caterina-erica-shanta/">SCOPRI &gt;&gt;&gt;</a></span></strong></em></u></u>&nbsp;</li>
<li><u><strong><a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/mostre/mostre-in-corso/salotto-longhena-2024-polifonie-italiane/2024/01/23075/salotto-longhena-2024-diego-tonus/">27 febbraio – 17 marzo 2024 | </a><em>Diego Tonus<br />
<a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/mostre/mostre-in-corso/salotto-longhena-2024-polifonie-italiane/2024/01/23075/salotto-longhena-2024-diego-tonus/">SCOPRI &gt;&gt;&gt;</a></em></strong></u></li>
<li><a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/mostre/mostre-in-corso/salotto-longhena-2024-polifonie-italiane/2024/03/23287/salotto-longhena-2024-elena-mazzi/"><strong><u>27 marzo &#8211; 14 aprile 2024 | <span style="color: #000000;"><em>Elena Mazzi</em></span></u></strong></a><br />
<a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/mostre/mostre-in-corso/salotto-longhena-2024-polifonie-italiane/2024/03/23287/salotto-longhena-2024-elena-mazzi/"><em><strong><u>SCOPRI &gt;&gt;&gt;</u></strong></em></a></li>
<li><a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/mostre/mostre-in-corso/diego-marcon-she-loves-you/2024/09/23649/mostra-diego-marcon/"><strong>12 ottobre &#8211; 3 novembre 2024 | <em>Diego Marcon</em></strong></a><br />
<a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/mostre/mostre-in-corso/diego-marcon-she-loves-you/2024/09/23649/mostra-diego-marcon/"><em><strong>SCOPRI &gt;&gt;&gt;</strong></em></a></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/mostre/archivio-mostre/salotto-longhena-2024-polifonie-italiane/2024/01/22998/esposizione-salotto-longhena-2024/">Esposizione</a> sembra essere il primo su <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it">Archivio Ca&#039; Pesaro</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/mostre/archivio-mostre/salotto-longhena-2024-polifonie-italiane/2024/01/22998/esposizione-salotto-longhena-2024/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	<enclosure url="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/01/Salotto-Longhena-Elena-Mazzi-Poc.jpg" />	</item>
	</channel>
</rss>
