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	<title>Archivio Ca' Pesaroadmin, Autore a Archivio Ca&#039; Pesaro</title>
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	<description>Galleria Internazionale d'Arte Moderna e Museo d'Arte Orientale</description>
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		<title>Mostra</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Oct 2025 10:37:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[GIANNI FABBRI. Sguardi sulla vita, sull’arte e sul mondo]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Un altro capitolo del progetto Salotto Longhena con la mostra-omaggio ad una delle pietre miliari della docenza di IUAV, il professore e architetto Gianni Fabbri [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/mostre/mostre-in-corso/gianni-fabbri-sguardi-sulla-vita-sullarte-e-sul-mondo/2025/10/24325/gianni-fabbri/">Mostra</a> sembra essere il primo su <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it">Archivio Ca&#039; Pesaro</a>.</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>GIANNI FABBRI<br />
Sguardi sulla vita, sull’arte e sul mondo</strong></h2>
<p><strong>Salotto Longhena 2025</strong></p>
<p><strong>21 ottobre 2025 &#8211; 25 gennaio 2026</strong></p>
<p><strong>Venezia, Ca’ Pesaro &#8211; Galleria Internazionale d’Arte Moderna</strong><br />
<strong>Project room</strong></p>
<p><strong><em>A cura di</em> Elisabetta Barisoni</strong></p>
<hr>
<p>&nbsp;</p>
<p>Inaugurato nel 2016, il <strong>progetto Salotto Longhena</strong> vede da molti anni MUVE e IUAV in collaborazione tra arte e architettura. Oggi presentiamo nella project room di Ca’ Pesaro un altro capitolo del progetto con la mostra-omaggio ad una delle pietre miliari della docenza di IUAV, <strong>il professore e architetto Gianni Fabbri</strong>.</p>
<p>Una mano ci conduce alla scoperta di un artista inconsueto, che mantiene la conoscenza e l’amore per la storia dell’architettura mescolandola liberamente a fantastici mondi immaginari, fatti di studio e di ricordi, resi con tecniche diverse che vanno dal pastiche al collage fino all’opera di citazione. Entriamo in <strong>un viaggio che ci permette di scoprire l’evoluzione del suo pensiero progettuale</strong> e anche la stratificazione della sua memoria.<br />
Sono opere che hanno a che fare parimenti con l’architettura, sostantivo che raccoglie e ricomprende la sua vicenda professionale ed umana, ma al contempo con la sua esistenza, biografica ed universale.</p>
<h5>
<strong>Gianni Fabbri (Venezia 1939)</strong>, laureato in architettura (1965) è stato fino al 2009 docente universitario (cattedra di Progettazione Architettonica e Urbana nello IUAV), svolgendo vari ruoli istituzionali tra cui quello di pro-Rettore e Presidente del Corso di Laurea in Architettura. Ha svolto contemporaneamente attività professione sia nel campo della nuova edificazione che in quello del restauro e della ristrutturazione di edifici storici e monumentali. Suoi progetti sono stati pubblicati in riviste italiane e straniere nonché in storie dell’architettura contemporanea. Il rapporto tra attività universitaria e attività professionale ha dato luogo a numerose pubblicazioni tra le quali “La Scuola Grande della Misericordia &#8211; Storia e progetto”, ed. Skira, Milano 2002; “Architettura e restauro” ed. Il Prato, Padova 2003; “Venezia: quale modernità. Idee per una città capitale” ed. Franco Angeli, Milano 2005; “Testimonianze sull’architettura”, ed. Il Poligrafo, Padova 2014; “A proposito di Castiglia, Jihad e Guerra Santa”, ed. Lettera22, Siracusa, 2023; “Carlo Aymonino e le svolte della storia”, ed. Anteferma, Venezia 2021.<br />
Con i suoi progetti ha partecipato alle mostre: Triennale di Milano (“Venezia città-porto”, 1973 e “Il centro altrove”, 1995); Biennale Architettura di Venezia (“Nuovo assetto del Palazzo Venier dei Leoni”, 1985); Beyrut, Damasco, Cairo, Avana e Città del Messico (“Progetti di Architetti Italiani” 1998); Fondazione Giorgio Cini, Venezia (“Venezia. La Nuova Architettura”, 1999).</h5>
<p>L'articolo <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/mostre/mostre-in-corso/gianni-fabbri-sguardi-sulla-vita-sullarte-e-sul-mondo/2025/10/24325/gianni-fabbri/">Mostra</a> sembra essere il primo su <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it">Archivio Ca&#039; Pesaro</a>.</p>
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		<item>
		<title>Evento</title>
		<link>https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/eventi/eventi-in-corso/giornata-del-contemporaneo-2025/2025/09/24306/giornata-contemporaneo-2025/</link>
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		<pubDate>Thu, 18 Sep 2025 12:22:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[GIORNATA DEL CONTEMPORANEO 2025]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Sabato 4 ottobre 2025 a Ca' Pesaro torna la Giornata del Contemporaneo, la grande manifestazione promossa da AMACI – Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani, giunta alla diciannovesima edizione<br />
 [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/eventi/eventi-in-corso/giornata-del-contemporaneo-2025/2025/09/24306/giornata-contemporaneo-2025/">Evento</a> sembra essere il primo su <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it">Archivio Ca&#039; Pesaro</a>.</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>GIORNATA DEL CONTEMPORANEO – 21a edizione </strong><br />
<strong>Venezia, Ca’ Pesaro &#8211; Galleria Internazionale d’Arte Moderna</strong><br />
<strong>Sabato 4 ottobre 2025</strong></p>
<p>&#8212;</p>
<p class="styles__Wrapper-sc-1yaryf9-0 cJOaFD"><strong>Sabato 4 ottobre 2025</strong> si celebra la ventunesima edizione della <strong>Giornata del Contemporaneo</strong>, la grande manifestazione annuale promossa da<strong> AMACI – Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani</strong> con il sostegno della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura e in collaborazione con la Direzione Generale per la Diplomazia Pubblica e Culturale del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.</p>
<p class="styles__Wrapper-sc-1yaryf9-0 cJOaFD">Per il ventunesimo anno consecutivo, i <strong>26 musei associati ad AMACI</strong>, insieme a oltre mille realtà pubbliche e private in tutta Italia, aprono gratuitamente le loro porte al pubblico, con una programmazione speciale di mostre, eventi, laboratori e iniziative, in presenza e online, pensate per avvicinare l’arte contemporanea a un pubblico sempre più ampio e trasversale.</p>
<p>Il&nbsp;<strong>tema conduttore dell’edizione 2025</strong>&nbsp;è quello della&nbsp;<strong>formazione</strong>, intesa come processo ampio e plurale che attraversa educazione, ricerca, scambio di esperienze e saperi. Una riflessione condivisa dalle direttrici e dai direttori dei musei AMACI, in continuità con la giornata di studi organizzata dall’associazione nel marzo scorso.</p>
<p><strong>Nella Giornata del Contemporaneo, sabato 4 ottobre 2025 l’ingresso alla Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro sarà gratuito</strong> <strong>per tutti i visitatori e per l’intera giornata.</strong></p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone wp-image-24308 size-large" src="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/wp-content/uploads/2025/09/Atelier-dellErrore-Unknown-Pleasures-The-Shelter-2025-1024x641.jpeg" alt="" width="640" height="401" srcset="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/wp-content/uploads/2025/09/Atelier-dellErrore-Unknown-Pleasures-The-Shelter-2025-1024x641.jpeg 1024w, https://archivio-capesaro.visitmuve.it/wp-content/uploads/2025/09/Atelier-dellErrore-Unknown-Pleasures-The-Shelter-2025-300x188.jpeg 300w, https://archivio-capesaro.visitmuve.it/wp-content/uploads/2025/09/Atelier-dellErrore-Unknown-Pleasures-The-Shelter-2025-768x481.jpeg 768w, https://archivio-capesaro.visitmuve.it/wp-content/uploads/2025/09/Atelier-dellErrore-Unknown-Pleasures-The-Shelter-2025-1536x962.jpeg 1536w, https://archivio-capesaro.visitmuve.it/wp-content/uploads/2025/09/Atelier-dellErrore-Unknown-Pleasures-The-Shelter-2025.jpeg 1900w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>#giornatadelcontemporaneo</p>
<p>La Fondazione Musei Civici di Venezia è socio AMACI con la Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro.</p>
<p>Immagine: Atelier dell&#8217;Errore per la Ventunesima Giornata del Contemporaneo, <em>Unknown Pleasures &#8211; The Shelter</em>, 2025</p>
<hr>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.amaci.org/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Ulteriori informazioni sulla Giornata del Contemporaneo &gt;</strong></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/eventi/eventi-in-corso/giornata-del-contemporaneo-2025/2025/09/24306/giornata-contemporaneo-2025/">Evento</a> sembra essere il primo su <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it">Archivio Ca&#039; Pesaro</a>.</p>
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		<title>Exhibition</title>
		<link>https://archivio-capesaro.visitmuve.it/en/mostre-en/mostre-in-corso-en/exhibition-terry-atkinson/2025/08/24285/exhibition-terry-atkinson/</link>
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		<pubDate>Mon, 04 Aug 2025 10:35:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Exhibition TERRY ATKINSON. L’artista è un motore di significati]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>On display at Ca’ Pesaro are the works of Terry Atkinson, in which he explores the very language of art. His work aligns with the international conceptual art movement, yet stands out for translating deep theoretical content into a highly impactful visual language. [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/en/mostre-en/mostre-in-corso-en/exhibition-terry-atkinson/2025/08/24285/exhibition-terry-atkinson/">Exhibition</a> sembra essere il primo su <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it">Archivio Ca&#039; Pesaro</a>.</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>TERRY ATKINSON</strong><br />
<b>L’artista è un motore di significati</b></h2>
<p><strong>15 November 2025 – 1 March 2026</strong></p>
<p>Venice, Ca&#8217; Pesaro – International Gallery of Modern Art<br />
<strong>Dom Pérignon Rooms, Second floor</strong></p>
<p><strong><em>Curated by </em></strong><strong>Elisabetta Barisoni, </strong><strong>Elena Forin</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<hr>
<p>&nbsp;</p>
<p>The exhibition presents some crucial phases of the work of <strong>Terry Atkinson</strong>, one of the most important English artists of recent decades. Recently added to the collections of the <strong>Tate Gallery</strong> in London, his work belongs to the strand of <strong>international conceptual research</strong>. Its uniqueness, however, consists in having interpreted profound theoretical contents in a vocabulary with a very strong visual value.</p>
<p>In 1968 Terry Atkinson, with David Bainbridge, Michael Baldwin and Harold Hurrell, founded <strong>Art &amp; Language</strong>, a group that sought to express the <strong>need to question the established practices and representations of the art system</strong>. The strength of this critical approach gave rise to a debate that between 1968 and 1982 attracted almost fifty artists to the group. Atkinson eventually found that he could no longer identify with some developments in the movement’s ideology. He felt that it was conceptualism itself that gradually became inevitably “calcified”, and in 1974 he abandoned the group’s approach to return to that of the solo artist (from “We” to “I”).</p>
<p>When he left Art &amp; Language he was thirty-five years old and already had a solid and fully aware artistic career behind him. The field he explores is that of the present in which he lives and whose dynamics he questions. <strong>Wars</strong>, which he considers forms of political action conducted by other means, <strong>are one of his fields of research</strong>, but the urge to <strong>examine the language of art itself</strong> has always been at the centre of his interest.</p>
<p>For more than sixty years, Atkinson has seen links between the dynamics of human history and those of aesthetics, with the tensions of composing being entwined with those of individuals and their actions. Viewed in these terms, all his work is a map that reveals the close ties between images, symbols and texts. None of these elements is neutral, and every detail is a magnifying glass showing the figure of power often concealed in every message. His is therefore a <strong>profound work of understanding, a study of the value of time</strong> and of humanity’s aptitudes as engaged with time itself.</p>
<p>In addition to <em>Enola Gay</em>, the exhibition presents some of his other <strong>best-known series</strong>: <em>Grease Works</em>, the <em>Goya Series</em> and <em>American Civil War</em>, the very powerful papers of the <em>Russell</em> series and a large body of drawings from the 1960s.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Admission to the exhibition from 15 November 2025 to 1 March 2026, with the Museum&#8217;s <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/en/pianifica-la-tua-visita/opening/" target="_blank" rel="noopener"><strong>hours</strong></a> and <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/en/pianifica-la-tua-visita/tickets/"><strong>ticket</strong></a>.</em></p>
<p>_</p>
<h4><strong>Terry Atkinson</strong>, born in 1939 in the village of Thurnscoe (Yorkshire), in 1968 was one of the founders of Art &amp; Language, a group of radical intellectuals and artists, which he left to follow his own path in 1974 due to the emergence of positions inconsistent with his ideas. Also known as Terry Actor, Terry Mirrors, Terry Dog and Terry Enola Gay, he has exhibited in major museums around the world: participation in Documenta 5 in 1972 with Art &amp; Language, solo show at the Whitechapel Gallery in 1983, 41st Venice Biennale in 1984, finalist for the Turner Prize in 1985.</h4>
<p>L'articolo <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/en/mostre-en/mostre-in-corso-en/exhibition-terry-atkinson/2025/08/24285/exhibition-terry-atkinson/">Exhibition</a> sembra essere il primo su <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it">Archivio Ca&#039; Pesaro</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Exhibition</title>
		<link>https://archivio-capesaro.visitmuve.it/en/mostre-en/mostre-in-corso-en/exhibition-gastone-novelli-1925-1968/2025/08/24282/exhibition-gastone-novelli/</link>
		<comments>https://archivio-capesaro.visitmuve.it/en/mostre-en/mostre-in-corso-en/exhibition-gastone-novelli-1925-1968/2025/08/24282/exhibition-gastone-novelli/#respond</comments>
		<pubDate>Mon, 04 Aug 2025 09:48:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Exhibition GASTONE NOVELLI (1925-1968)]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>At Ca’ Pesaro, a retrospective exhibition pays tribute to Gastone Novelli on the centenary of his birth, encompassing all the phases of the artist’s creative journey. [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/en/mostre-en/mostre-in-corso-en/exhibition-gastone-novelli-1925-1968/2025/08/24282/exhibition-gastone-novelli/">Exhibition</a> sembra essere il primo su <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it">Archivio Ca&#039; Pesaro</a>.</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>GASTONE NOVELLI</strong><br />
<strong>(1925-1968)</strong></h2>
<p><strong>15 November 2025 – 1 March 2026</strong></p>
<p><strong>Venezia, Ca’ Pesaro – Galleria Internazionale d’Arte Moderna<br />
Exhibition Spaces – Second Floor</strong></p>
<p><em><strong>Curated by </strong></em><strong>Elisabetta Barisoni, </strong><strong>Paola Bonani<br />
</strong><em><strong>With the collaboration of </strong></em><strong>Archivio Gastone Novelli, Roma</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<hr>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Gastone Novelli</strong> (Vienna, 1925 – Milan, 1968) was a leading figures in <strong>Italian painting after World War II</strong>. This exhibition devoted to his achievement stems from an important donation to the civic collections of some<strong> works from&nbsp;the artist’s heirs</strong>.</p>
<p>The exhibition pays homage to Novelli a <strong>hundred years after his birth</strong> with a complete overview of his development through the collection of the most significant works present in Italian <strong>public and private collections</strong>.<br />
The exhibition is also an opportunity to reap the harvest of the most recent and important studies devoted to the artist, above all the <strong><em>Catalogue Raisonné</em></strong> of his paintings and sculptures published in 2011 by the Archivio Gastone Novelli Roma in collaboration with the Mart &#8211; Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto. In 1999, it presented the last major anthological exhibition devoted to him by a public institution, after the one held in 1988 by the Galleria Nazionale d’Arte Moderna in Rome.</p>
<p data-start="132" data-end="785">The itinerary of this retrospective at Ca’ Pesaro, which occupies the eight rooms on the museum’s second floor, brings together around <strong>sixty works and focuses on the most intense period of Novelli’s production, from 1957 to 1968</strong>. The exhibition opens with the informal works from the years of <em data-start="425" data-end="447">L’Esperienza Moderna</em>, the magazine founded with Achille Perilli in 1957, and continues with the works from the early 1960s, when Novelli developed his highly personal synthesis of visual and verbal language. It culminates with works of more explicit ethical and political significance, assembled by the artist for his solo room at the 1968 Venice Biennale.</p>
<p data-start="787" data-end="1069">Alongside some of his best-known and most extraordinary masterpieces, the exhibition also features <strong>numerous works that were long considered lost</strong> and have been rediscovered since the publication of the <em data-start="988" data-end="1008">Catalogue Raisonné</em>, many of which have never before been shown to the public.</p>
<p data-start="1071" data-end="1352">The exhibition is further complemented by a <strong>selection of documentary materials</strong> highlighting the artist’s intense intellectual life, his wide-ranging interests—particularly in literature—and the relationships he constantly nurtured with fellow artists, intellectuals, and writers.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Admission to the exhibition from 15 November 2025 to 1 March 2026, with the Museum&#8217;s <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/en/pianifica-la-tua-visita/opening/" target="_blank" rel="noopener"><strong>hours</strong></a> and <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/en/pianifica-la-tua-visita/tickets/"><strong>ticket</strong></a>.</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/en/mostre-en/mostre-in-corso-en/exhibition-gastone-novelli-1925-1968/2025/08/24282/exhibition-gastone-novelli/">Exhibition</a> sembra essere il primo su <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it">Archivio Ca&#039; Pesaro</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://archivio-capesaro.visitmuve.it/en/mostre-en/mostre-in-corso-en/exhibition-gastone-novelli-1925-1968/2025/08/24282/exhibition-gastone-novelli/feed/</wfw:commentRss>
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		<item>
		<title>Mostra</title>
		<link>https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/mostre/mostre-in-corso/gastone-novelli-1925-1968/2025/07/23930/gastone-novelli/</link>
		<comments>https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/mostre/mostre-in-corso/gastone-novelli-1925-1968/2025/07/23930/gastone-novelli/#respond</comments>
		<pubDate>Mon, 28 Jul 2025 14:23:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gastone Novelli (1925-1968)]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://archivio-capesaro.visitmuve.it/?p=23930</guid>
		<description><![CDATA[<p>A Ca’ Pesaro un’antologica rende omaggio a Gastone Novelli a cento anni dalla nascita, che comprende tutte le fasi della ricerca dell’artista [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/mostre/mostre-in-corso/gastone-novelli-1925-1968/2025/07/23930/gastone-novelli/">Mostra</a> sembra essere il primo su <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it">Archivio Ca&#039; Pesaro</a>.</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>GASTONE NOVELLI</strong><br />
<strong>(1925-1968)</strong></h2>
<p><strong>15 novembre 2025 – 1 marzo 2026</strong></p>
<p><strong>Venezia, Ca’ Pesaro – Galleria Internazionale d’Arte Moderna<br />
Spazi espositivi II Piano</strong></p>
<p><em><strong>A cura di </strong></em><strong>Elisabetta Barisoni, </strong><strong>Paola Bonani<br />
</strong><em><strong>Con la collaborazione di </strong></em><strong>Archivio Gastone Novelli, Roma</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<hr>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Gastone Novelli</strong> (Vienna, 1925 – Milano, 1968) è stato uno dei maggiori protagonisti della <strong>pittura italiana del secondo dopoguerra</strong>. La mostra a lui dedicata nasce dall’importante entrata nelle collezioni civiche di <strong>alcune opere in donazione dagli eredi dell&#8217;artista</strong>.</p>
<p>L’esposizione rende omaggio a Novelli <strong>a cento anni dalla nascita</strong> con una ricognizione completa del suo percorso di ricerca attraverso la raccolta delle opere più significative presenti nelle <strong>collezioni pubbliche e private</strong> italiane.<br />
La mostra è anche un’occasione per raccogliere i frutti dei più recenti e importanti studi dedicati all’artista, primo fra tutti il <strong><em>Catalogo generale</em></strong> delle opere di pittura e scultura pubblicato nel 2011 dall’Archivio Gastone Novelli di Roma in collaborazione con il Mart &#8211; Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, che nel 1999 aveva presentato l’ultima grande antologica a lui dedicata da un’istituzione pubblica, dopo quella realizzata nel 1988 dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma.</p>
<p>Il percorso di questa antologica a Ca’ Pesaro, che occupa le otto sale al secondo piano del museo, raccoglie circa <strong>sessanta opere e pone l’accento sul periodo più intenso della produzione di Novelli, dal 1957 al 1968</strong>. La mostra si apre con i lavori informali degli anni de “L’Esperienza Moderna”, rivista fondata con Achille Perilli nel 1957, e prosegue con le opere dei primi anni Sessanta, in cui Novelli matura la sua personalissima sintesi tra linguaggio visivo e linguaggio verbale, fino ai lavori di più esplicito significato etico e politico, raccolti dall’artista per la sua sala personale alla Biennale di Venezia del 1968.</p>
<p>Accanto ad alcuni dei suoi più noti e straordinari capolavori, l’esposizione presenta <strong>numerose opere finora considerate disperse</strong> e che sono state ritrovate successivamente alla pubblicazione del Catalogo generale, molte delle quali mai esposte al pubblico.</p>
<p>La mostra è inoltre affiancata da una selezione di <strong>materiale documentario</strong> per mettere in evidenza l’intensa vita intellettuale dell’autore, i suoi interessi molteplici – rivolti soprattutto alla letteratura – e le relazioni che coltivò costantemente con amici artisti, intellettuali e scrittori.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>La mostra è visitabile dal 15 novembre 2025 al 1° marzo 2026, con l&#8217;<a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/pianifica-la-tua-visita/orari/"><strong>orario</strong></a> e il <strong><a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/pianifica-la-tua-visita/biglietti/">biglietto</a></strong> del Museo.</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/mostre/mostre-in-corso/gastone-novelli-1925-1968/2025/07/23930/gastone-novelli/">Mostra</a> sembra essere il primo su <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it">Archivio Ca&#039; Pesaro</a>.</p>
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		<title>Exhibition</title>
		<link>https://archivio-capesaro.visitmuve.it/en/mostre-en/archivio-mostre-en/exhibition-biagio-gibilterra-sono-andato-allindietro-seguendo-i-sogni-dove-i-sogni-finiscono/2025/01/23880/exhibition-biagio-gibilterra/</link>
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		<pubDate>Mon, 13 Jan 2025 14:02:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Exhibition BIAGIO GIBILTERRA. "Sono andato all'indietro seguendo i sogni. Dove i sogni finiscono"]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>On view at Ca' Pesaro, a selection of the series of works created by the artist Biagio Gibilterra from 2021 to 2024. All paintings find inspiration from the mugshots taken from 1920 to 1930 at Sydney Central Police Station [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/en/mostre-en/archivio-mostre-en/exhibition-biagio-gibilterra-sono-andato-allindietro-seguendo-i-sogni-dove-i-sogni-finiscono/2025/01/23880/exhibition-biagio-gibilterra/">Exhibition</a> sembra essere il primo su <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it">Archivio Ca&#039; Pesaro</a>.</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>BIAGIO GIBILTERRA.<br />
&#8220;Sono andato all&#8217;indietro seguendo i sogni. Dove i sogni finiscono&#8221;</strong></h2>
<p><strong>21 January &#8211; 23 February 2025<br />
Venice, Ca’ Pesaro &#8211; International Gallery of Modern Art, Project room</strong></p>
<p><strong><em>Curated by</em> Elisabetta Barisoni</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<hr>
<p>&nbsp;</p>
<p>The project room of the Gallery investigates the idea of painting and the theme of the portrait with a small but precious selection of the <strong>series of works created by the artist Biagio Gibilterra from 2021 to 2024. All paintings find inspiration from the mugshots taken from 1920 to 1930 at Sydney Central Police Station</strong>, already shown in the exhibition <em>Underworld: mugshots from the Roaring Twenties</em> held at the Museum of Sydney in 2017-2018.</p>
<p>The photographs, from which the intense paintings of Gibilterra draw inspiration, refer to the people arrested by the Australian police in the 1920s and accused of crimes such as theft, murder, extortion and drug dealing. It is a varied humanity, with exponents of small and large criminal groups, from conspirators to crime bosses. The gaze of the people portrayed is fixed while the expression varies: sometimes the protagonists seem like actors intent on telling us their story or reciting a monologue. All this pass into Gibilterra&#8217;s paintings, which <strong>focus on the face and personality of the subject, to capture or imagine what their dreams and fears could have been</strong> and to interpret their boldness, rarely fear, and their will to almost strike a pose for a moment of self-celebration.</p>
<p>The over 100 mugshots held by the Australian Museum have been for three years in Biagio Gibilterra’s thoughts and in his <strong>endless research on portrait</strong> and on the possibility of investigating the characters portrayed.<br />
The outcome is a series of <strong>intense and expressive works</strong>, which leave the viewer curious and pervaded by a vague sense of restlessness.</p>
<p>_</p>
<h4><strong>Biagio Gibilterra</strong>, born in Carlentini (Siracusa, Sicily) and graduated in physics in Catania, he trained artistically in Venice, where he has lived and worked since 1979. After a series of group exhibitions in non-institutional venues, he made his debut thanks to the gallerist Nicola Valenzin, of the Fenice Art Gallery in Venice. He has shown in numerous group and solo exhibitions. Among the main ones it is worth mentioning the solo show in 2010 curated by the Bugno Art Gallery at the Ca&#8217; Pesaro Gallery, <em>Gli angeli</em> curated by Enzo Di Martino at the Bugno Art Gallery in 2003 and the participation in the group show <em>Paesaggi interiori</em> curated by Paolo Vincenzi on the occasion of the inauguration of the Cube Art Gallery in Venice in 2005. He gained prizes and recognitions such as the XII National Prize for figurative arts “Ruga Giuffa” in 1996 and, in 1998, as part of the same competition, an Avis plaque for a work of particular artistic interest.&nbsp;</h4>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Exhibition</title>
		<link>https://archivio-capesaro.visitmuve.it/en/mostre-en/archivio-mostre-en/unstable-harmonies-paola-madormo-and-luana-segato/2024/10/23749/exhibition-unstable-harmonies/</link>
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		<pubDate>Mon, 28 Oct 2024 11:45:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Unstable harmonies. Paola Madormo and Luana Segato]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>At Ca' Pesaro an exhibition dedicated to two Venetian artists, Paola Madormo and Luana Segato. The project was born from the observation of the environmental and human problems of the contemporary world. The artists seek to return to a more harmonious and profound time of human nature, inviting a slowdown of the Art itself in its execution and observation by the public. [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/en/mostre-en/archivio-mostre-en/unstable-harmonies-paola-madormo-and-luana-segato/2024/10/23749/exhibition-unstable-harmonies/">Exhibition</a> sembra essere il primo su <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it">Archivio Ca&#039; Pesaro</a>.</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>UNSTABLE HARMONIES.<br />
PAOLA MADORMO AND LUANA SEGATO<br />
</strong></h2>
<p><strong>12 November 2024 – 12 January 2025</strong><br />
<strong>Venice, Ca&#8217; Pesaro &#8211; International Gallery of Modern Art<br />
Project room and permanent collection</strong></p>
<p><strong><em>Curated by</em> Elisabetta Barisoni</strong></p>
<hr>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Two Venetian artists, Paola Madormo and Luana Segato</strong>, collaborate in this project to continue to give life, in their journey, to the experience of sharing. They choose to intersect in communion, in the real world, maintaining their singular originality.<br />
The project was born from the observation of the environmental and human problems of the contemporary world. They seek to <strong>return to a more harmonious and profound time of human nature, inviting a slowdown of the Art itself</strong> in its execution and observation by the public.</p>
<p>For <strong>Paola Madormo</strong> the vision of the world is like a forest in which all things are made up of consciousness but grow only when they encounter the experience of a new sensation: a sound, a ray of light, a drop of water and infinite other elements. The <strong>sculpture loses heaviness and weightiness</strong>, it moves to the first moment of its analysis, it almost becomes a delicate hypothesis of a future work. Metal gives back every perceived color and the material part forms a network that recalls the design of the fractals and the molecular chains that make up the elements, while the empty part expresses the suspension of space, of the void. “I have always used metal, because I am interested in the discovery and recovery of pre-existing materials; you can find everything through recycling. A few years ago I recovered old nets from fishermen, it was perhaps 2006; I had been seeing the obvious analogies between this material and internet communications for some time, the net that has begun to be in common use by almost the entire population. In the net I see the world of communications/information and the world that makes up every element around us in the design of fractals and molecules&#8221;.</p>
<p>For <strong>Luana Segato (Luse)</strong> <strong>form and space are something to separate and recompose</strong>, matter to hold in her hands and represent in different ways with the colors of change like a multifaceted universe rooted in her own canvases. The artist paints, cuts, repairs and reconstructs space to demonstrate its immense potential; a thread unites pieces of canvas and recovered fabric to create works that represent and shape places and form of the natural environment. Luse is concerned with protecting and keeping together the integrity of nature, a nature that is wounded but repaired, it is mended but still maintains the magnificence of its colors and its generating power. The eye-catching stitching recalls the experience and depth of ancient languages, between color and gestures, almost graffiti with an archaic sign. A sign that also becomes a multidimensional image.</p>
<p>_</p>
<h4><strong>Paola Madormo</strong> lives and works in Venice. She studied Advertising Graphics and Photography at the ISA in Cordenons. Pupil of master Gian Franco Tramontin at the Academy of Fine Arts in Venice, she graduated in Sculpture. She was self-taught student in the Squero di San Trovaso, learning the art of gilding, a profession she developed in her own research. She has exhibited numerous times in important Italian institutions and her Studio in Venice is a meeting point for many artists from the lagoon cultural scene.</h4>
<p>&nbsp;</p>
<h4><strong>Luana Segato</strong> lives and works between Venice and Padua. She trained at the International School of Graphics in Venice, experimenting with various graphic and pictorial techniques; at the same time she attended numerous studios of Venetian painters. Her journey in the lagoon began in 2002 and in 2008 she established her own atelier here, also shared with other Italian and foreign artists. In 2013 she moved to her current studio, Atelier Luse. She has exhibited at important Italian institutions and collaborates with numerous cultural associations.</h4>
<p>&nbsp;</p>
<h4>Both Madormo and Segato are involved in the “Saloni Celesti” association which unites some important artists on the Venetian scene and participates in cultural initiatives such as the Amaci Contemporary Day and Artnight.</h4>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>Admission to the exhibition with the Museum&#8217;s <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/en/pianifica-la-tua-visita/opening/">hours</a> and <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/en/pianifica-la-tua-visita/tickets/">ticket</a>.</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/en/mostre-en/archivio-mostre-en/unstable-harmonies-paola-madormo-and-luana-segato/2024/10/23749/exhibition-unstable-harmonies/">Exhibition</a> sembra essere il primo su <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it">Archivio Ca&#039; Pesaro</a>.</p>
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		<title>Mostra</title>
		<link>https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/mostre/archivio-mostre/instabili-armonie-paola-madormo-e-luana-segato/2024/10/23740/mostra-instabili-armonie/</link>
		<comments>https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/mostre/archivio-mostre/instabili-armonie-paola-madormo-e-luana-segato/2024/10/23740/mostra-instabili-armonie/#respond</comments>
		<pubDate>Mon, 28 Oct 2024 11:43:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Instabili armonie. Paola Madormo e Luana Segato]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>A Ca' Pesaro una mostra dedicata a due artiste veneziane, Paola Madormo e Luana Segato. Il progetto nasce dall’osservazione delle problematicità ambientali ed umane del mondo contemporaneo. Si indaga per ritornare ad un tempo più armonico e profondo della natura umana, invitando ad un rallentamento dell’Arte stessa nell’esecuzione e nell’osservazione da parte del pubblico. [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/mostre/archivio-mostre/instabili-armonie-paola-madormo-e-luana-segato/2024/10/23740/mostra-instabili-armonie/">Mostra</a> sembra essere il primo su <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it">Archivio Ca&#039; Pesaro</a>.</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>INSTABILI ARMONIE.<br />
PAOLA MADORMO E LUANA SEGATO<br />
</strong></h2>
<p><strong>Dal 12 novembre 2024 al 12 gennaio 2025</strong><br />
<strong>Venezia, Ca&#8217; Pesaro &#8211; Galleria Internazionale d&#8217;Arte Moderna<br />
Project room e collezione permanente</strong><br />
<strong><em><br />
A cura di</em> Elisabetta Barisoni</strong></p>
<hr>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Due artiste veneziane, Paola Madormo e Luana Segato</strong>, si incontrano in questo progetto per continuare a dare vita, nel loro percorso, all’esperienza della condivisione. Scelgono di intersecarsi nella comunione, nel mondo reale, mantenendo la propria singolare originalità.<br />
Il progetto nasce dall’osservazione delle problematicità ambientali ed umane del mondo contemporaneo. Si indaga per <strong>ritornare ad un tempo più armonico e profondo della natura umana</strong>, invitando ad un rallentamento dell’Arte stessa nell’esecuzione e nell’osservazione da parte del pubblico.</p>
<p>Per <strong>Paola Madormo</strong> la visione del mondo è come un bosco in cui tutte le cose sono costituite di coscienza ma crescono solo quando incontrano l’esperienza di una nuova sensazione: un suono, un raggio di luce, una goccia d’acqua ed infiniti altri elementi. <strong>La scultura perde pesantezza e consistenza</strong>, si porta al momento primo della sua analisi, diventa quasi ipotesi delicata di un’opera futura. Il metallo restituisce ogni colore percepito e la parte materica forma una rete che richiama il disegno dei frattali e le catene molecolari che compongono gli elementi, mentre la parte vuota esprime la sospensione dello spazio, del vuoto. “Ho sempre utilizzato il metallo, perché mi interessano la scoperta e il recupero dei materiali preesistenti; si incontra di tutto, tramite il riciclo. Qualche anno fa avevo recuperato vecchie reti dai pescatori, era forse il 2006; era da tempo che vedevo le analogie evidenti tra questo materiale e le comunicazioni di internet, la rete appunto che ha cominciato ad essere di uso comune a quasi tutta la popolazione. Nella rete vedo il mondo delle comunicazioni/informazioni ed il mondo che compone ogni elemento attorno a noi nel disegno dei frattali e delle molecole”.</p>
<p>Per <strong>Luana Segato (Luse)</strong> <strong>la forma e lo spazio sono qualcosa da smembrare e ricomporre</strong>, materia da tenere tra le mani e rappresentare in modi diversi con i colori del cambiamento come uno sfaccettato universo radicato nelle proprie tele. L’artista dipinge, taglia, ripara e ricostruisce lo spazio per dimostrarne le immense potenzialità; un filo unisce pezzi di tela e tessuto recuperato a creare opere che rappresentano e plasmano luoghi e forme dell’ambiente naturale. Luse si preoccupa di proteggere e mantenere unita l’integrità della natura, una natura ferita ma riparata, rammendata ma che mantiene ancora la magnificenza dei suoi colori e la sua potenza generatrice. Le vistose cuciture richiamano l’esperienza e la profondità dei linguaggi antichi, tra il colore e la gestualità, quasi graffiti dal segno arcaico. Segno che diventa anche immagine multidimensionale.</p>
<h4>_</h4>
<h4><strong>Paola Madormo</strong> vive e lavora a Venezia. Studia Grafica Pubblicitaria e Fotografia all’ISA di Cordenons. Allieva del maestro Gian Franco Tramontin all’Accademia delle Belle Arti di Venezia, si diploma in Scultura. Studia da autodidatta nello Squero di San Trovaso, imparando l’arte dell’indoratore, mestiere che sviluppa nelle proprie ricerche. Ha esposto in numerose epsosizioni in importanti istituzioni italiane e il suo Studio a Venezia è un punto di ritrovo per molti artisti della scena culturale lagunare.</h4>
<h4>&nbsp;</h4>
<h4><strong>Luana Segato</strong> vive e lavora tra Venezia e Padova. Si forma presso la Scuola Internazionale di Grafica di Venezia sperimentando varie tecniche grafiche e pittoriche; allo stesso tempo frequenta numerosi studi di pittori veneziani. Il suo percorso nella città lagunare inizia nel 2002 e nel 2008 vi stabilisce il proprio atelier, condiviso anche con altri artisti italiani e stranieri. Nel 2013 si sposta nel suo Studio attuale, Atelier Luse. Ha esposto presso importanti istituzioni italiane e collabora con numerose associazioni culturali.</h4>
<h4>&nbsp;</h4>
<h4>Sia Madormo che Segato sono impegnate presso l&#8217;associazione “Saloni Celesti” che unisce alcuni importanti artiste della scena veneziana e partecipa ad iniziative culturali come la Giornata del Contemporaneo Amaci e Artnight.</h4>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>La mostra è visitabile dal 12 novembre 2024 al 12 gennaio 2025 con l&#8217;<a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/pianifica-la-tua-visita/orari/">orario</a> e il <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/pianifica-la-tua-visita/biglietti/">biglietto</a> del Museo.</em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/mostre/archivio-mostre/instabili-armonie-paola-madormo-e-luana-segato/2024/10/23740/mostra-instabili-armonie/">Mostra</a> sembra essere il primo su <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it">Archivio Ca&#039; Pesaro</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Permanent collection</title>
		<link>https://archivio-capesaro.visitmuve.it/en/mostre-en/archivio-mostre-en/hommage-to-marcolino-gandini/2024/09/23693/exhibition-gandini/</link>
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		<pubDate>Mon, 30 Sep 2024 13:44:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Hommage to Marcolino Gandini]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>From 10 October 2024, Ca' Pesaro's hommage to Marcolino Gandini underlines the most revolutionary moment of his production, the 1960s [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/en/mostre-en/archivio-mostre-en/hommage-to-marcolino-gandini/2024/09/23693/exhibition-gandini/">Permanent collection</a> sembra essere il primo su <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it">Archivio Ca&#039; Pesaro</a>.</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>HOMMAGE TO MARCOLINO GANDINI</strong></h2>
<p><strong>From 10 October 2024 to 26 January 2025</strong><br />
<strong>Venice, Ca&#8217; Pesaro &#8211; International Gallery of Modern Art</strong></p>
<p><strong><em>Project curated by</em> Elisabetta Barisoni</strong><br />
<strong><em>Thanks to</em> Augusto Gandini, Chiara Fabbri</strong></p>
<hr>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Gandini plays a tough game, with his cards open. He inserts perspective hypotheses into curved spaces, into real horizons: the line becomes margin, furrow and even volume; the color becomes filled with concrete [&#8230;] Geometry, a spatial hypothesis, becomes real space, built with colored beams as if they were concrete structures. The painter makes forms like a sculptor; the painter and the sculptor create spaces like the architect.<br />
</em>[Giulio Carlo Argan on the occasion of the <em>Parabola 66</em> exhibition at the Il Bilico gallery, Rome]</p>
<p>Ca&#8217; Pesaro&#8217;s hommage to Marcolino Gandini intends to underline <strong>the most revolutionary moment of his production, the 1960s</strong>. The art critic Maurizio Fagiolo dell&#8217;Arco defines the period 1962-1963 as the &#8220;blue period&#8221;, when Gandini’s canvases are characterized by a reduced chromatic range, with greys, pale blues and whites, defined by a dense and material painting layer. Together with these first attempts, the room shows, also through <strong><em>Tela modellata [Modeled canvas]</em> from 1965, donated by the author in 1989</strong> for the City of Venice collections, the path that Gandini undertakes to explore space and &#8220;exit&#8221; the canvas. The so-called <strong>&#8220;monumental period&#8221;</strong> is expressed in large-scale works, where the support, often made of plywood, is curved and supports the modeled canvas. The colors become colored stripes to create vibrant optical effects; <strong>the work is no longer two-dimensional and becomes abstract architecture</strong>.</p>
<p>Gandini finds a way out of the colors of the Gruppo dei Sei and the stylistic features of the more recent Arte Povera, while recalling, in the line and geometric rigor, the style of Giulio Paolini. <strong>Music is fundamental in all his production</strong>, as he himself defines in <em>De bello picturae</em>: «The harmony of colors and the deep syncopation of lines build in space what music builds in time». Gandini thus creates his very personal interpretation of Abstract art and, despite knowing the American production of Kenneth Noland and Abstract Expressionism, his approach recalls Russian Constructivism and Bauhaus more closely. In the mid-1960s his assemblages take the form of <strong>colored structures</strong>, which Gandini calls <em>wardrobes</em>. It is a very creative period for him and from the end of the decade he experiments with <strong>new materials</strong> and ends up abandoning color to create <strong>monochrome works</strong> in white formica.</p>
<p>_</p>
<h4><strong>Marcolino Gandini (Turin, 1937- Rome, 2012)</strong>, son of the musician and composer Marco Gandini and Santina Vaudano, from a young age he frequented the Turin intellectual scene in which his father was involved and came into contact with the painter Felice Casorati and the Gruppo dei Sei. Having moved with his family to Viù, a small village close to the French border, he grew up surrounded by nature; at sixteen he was hospitalized urgently for a cerebral embolus, which caused paralysis of the left side of his body. During his hospitalization he began to draw. Returning to Turin, he studied painting and in 1954 became a pupil of Casorati. He distanced himself from the Master&#8217;s style and in 1958 he made his debut in a solo exhibition at Palazzo Chiablese with figurative works where geometry was already of great importance. The definitive turning point towards abstraction took place in 1960. Having moved to Rome in 1963, he developed large-format works with curved canvases. From 1966 he moved from two-dimensional painting to abstract architecture. Protagonist of numerous solo exhibitions, he has participated in group exhibitions in Italy and abroad, winning important international awards.</h4>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>Admission with the Museum&#8217;s <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/en/pianifica-la-tua-visita/opening/">hours</a> and <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/en/pianifica-la-tua-visita/tickets/">ticket</a>.</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/en/mostre-en/archivio-mostre-en/hommage-to-marcolino-gandini/2024/09/23693/exhibition-gandini/">Permanent collection</a> sembra essere il primo su <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it">Archivio Ca&#039; Pesaro</a>.</p>
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		<title>Intervento di valorizzazione</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Sep 2024 13:13:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Omaggio a Marcolino Gandini]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Dal 10 ottobre 2024, l'omaggio di Ca’ Pesaro a Marcolino Gandini intende sottolineare il momento più rivoluzionario della sua produzione, gli anni Sessanta [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/mostre/archivio-mostre/omaggio-a-marcolino-gandini/2024/09/23688/marcolino-gandini/">Intervento di valorizzazione</a> sembra essere il primo su <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it">Archivio Ca&#039; Pesaro</a>.</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>OMAGGIO A MARCOLINO GANDINI</strong></h2>
<p><strong>Dal 10 ottobre 2024 al 26 gennaio 2025<br />
Venezia, Ca&#8217; Pesaro &#8211; Galleria Internazionale d&#8217;Arte Moderna</strong></p>
<p><strong><em>Progetto a cura di</em> Elisabetta Barisoni<br />
</strong><strong><em>Si ringraziano</em> Augusto Gandini, Chiara Fabbri</strong></p>
<hr>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Gandini fa un gioco duro, a carte scoperte. Inserisce ipotesi prospettiche in spazi curvi, in orizzonti reali: la linea diventa margine, solco e persino volume; il colore diventa colmata di calcestruzzo […] La geometria, ipotesi spaziale, diventa spazio reale, costruito con travi di colore come fossero strutture di cemento. Il pittore fa forme come uno scultore; il pittore e lo scultore fanno spazi come l’architetto</em>.<br />
[Giulio Carlo Argan in occasione della mostra <em>Parabola 66 </em>presso la galleria Il Bilico, Roma]</p>
<p>L’omaggio di Ca’ Pesaro a <strong>Marcolino Gandini</strong> intende sottolineare <strong>il momento più rivoluzionario della sua produzione, gli anni Sessanta</strong>. Il critico d’arte Maurizio Fagiolo dell’Arco definisce «periodo azzurro» il biennio 1962-1963, quando le tele di Gandini si caratterizzano per una gamma cromatica ridotta, con grigi, azzurri tenui e bianchi, definiti da una stesura densa e materica. Insieme a queste prime prove la sala documenta, anche attraverso <strong><em>Tela modellata</em></strong> del 1965, donata dall’autore nel 1989 per le collezioni civiche veneziane, il percorso che Gandini intraprende per esplorare lo spazio ed “uscire” dalla tela. Il cosiddetto <strong>«periodo monumentale»</strong> si esprime in opere di dimensioni ampie, dove il supporto, spesso di compensato, è curvo e sostiene la tela modellata. I colori diventano strisce colorate a creare vibranti effetti ottici; <strong>l’opera esce dalla bidimensionalità e diventa architettura astratta.</strong></p>
<p>Gandini trova una via d’uscita dalle cromie del Gruppo dei Sei e dagli stilemi della più recente Arte Povera, pur richiamando, nella linea e nel rigore geometrico, lo stile di Giulio Paolini. <strong>Fondamentale in tutta la sua produzione è la musica</strong>, come definisce lui stesso in<em> De bello picturae</em>: «L’armonia dei colori e la sincope profonda delle linee costruiscono nello spazio quello che la musica costruisce nel tempo». Gandini realizza così la sua personalissima interpretazione dell’Astrattismo e, pur conoscendo l’arte americana di Kenneth Noland e l’espressionismo astratto, si avvicina in modo più stringente al Costruttivismo russo e al Bauhaus. <strong>A metà degli anni Sessanta i suoi assemblaggi prendono la forma di strutture colorate, che Gandini chiama </strong><em><strong>armadi</strong>. </em>È una fase molto creativa dell’artista, che dalla fine del decennio <strong>sperimenta nuovi materiali</strong> e arriva ad abbandonare il colore per realizzare <strong>opere monocrome</strong> in formica bianca.</p>
<p>_</p>
<h4><strong>Marcolino Gandini (Torino, 1937- Roma, 2012), </strong>figlio del musicista e compositore Marco Gandini e di Santina Vaudano, frequenta fin da giovane la scena intellettuale torinese nella quale era inserito il padre ed entra in contatto col pittore Felice Casorati e il Gruppo dei Sei. Trasferitosi con la famiglia a Viù, paesino confinante con la Francia, cresce immerso nella natura; a sedici anni è ricoverato d’urgenza per un embolo celebrale, che gli causerà la paralisi della parte sinistra del corpo. Durante la degenza inizia a disegnare. Tornato a Torino, studia pittura e nel 1954 diventa allievo di Casorati. Prende le distanze dallo stile del Maestro e nel 1958 esordisce in una personale a Palazzo Chiablese con opere figurative dove ha già grande importanza la geometria. Nel 1960 si colloca la svolta definitiva verso l’astrazione. Trasferitosi a Roma nel 1963, sviluppa opere di grande formato con tele incurvate. Dal 1966 passa dalla pittura bidimensionale alle architetture astratte. Protagonista di numerose mostre personali, ha partecipato a collettive in Italia e all’estero, assicurandosi importanti premi internazionali.</h4>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>Ingresso con l&#8217;<a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/pianifica-la-tua-visita/orari/">orario</a> e il <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/pianifica-la-tua-visita/biglietti/">biglietto</a> del Museo.</em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/mostre/archivio-mostre/omaggio-a-marcolino-gandini/2024/09/23688/marcolino-gandini/">Intervento di valorizzazione</a> sembra essere il primo su <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it">Archivio Ca&#039; Pesaro</a>.</p>
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		<title>Esposizione</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Sep 2024 09:20:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[DIEGO MARCON. She Loves You]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>In occasione della 20. edizione della Giornata del Contemporaneo sabato 12 ottobre 2024, Ca' Pesaro presenta l'opera "She Loves You" di Diego Marcon [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/mostre/archivio-mostre/diego-marcon-she-loves-you/2024/09/23649/mostra-diego-marcon/">Esposizione</a> sembra essere il primo su <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it">Archivio Ca&#039; Pesaro</a>.</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><strong><a href="https://www.visitmuve.it/it/muve-academy/" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="wp-image-23042 alignright" src="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/01/MUVE-ACADEMY-bandiera-a-destra-colore-300x66.jpg" alt="" width="160" height="35" srcset="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/01/MUVE-ACADEMY-bandiera-a-destra-colore-300x66.jpg 300w, https://archivio-capesaro.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/01/MUVE-ACADEMY-bandiera-a-destra-colore-1024x225.jpg 1024w, https://archivio-capesaro.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/01/MUVE-ACADEMY-bandiera-a-destra-colore-768x168.jpg 768w, https://archivio-capesaro.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/01/MUVE-ACADEMY-bandiera-a-destra-colore-940x198.jpg 940w, https://archivio-capesaro.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/01/MUVE-ACADEMY-bandiera-a-destra-colore.jpg 1163w" sizes="(max-width: 160px) 100vw, 160px" /></a>DIEGO MARCON.</strong><br />
<em><strong>She Loves You</strong></em></h2>
<p><strong>12 ottobre – 3 novembre 2024<br />
Venezia, Ca&#8217; Pesaro – Galleria Internazionale d&#8217;Arte Moderna<br />
Project Room</strong></p>
<p><strong>Quarto appuntamento della rassegna <em>Polifonie Italiane<br />
A cura di</em> Camilla Salvaneschi e Angela Vettese</strong></p>
<hr>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>She Loves You</em> di Diego Marcon protagonista a Ca’ Pesaro per la 20° Giornata del Contemporaneo promossa da AMACI sabato 12 ottobre </strong><strong>e ultimo appuntamento 2024 di Salotto Longhena</strong> <strong>&#8211; MUVE e IUAV in dialogo tra arte e architettura</strong>. Un appuntamento che sintetizza e racchiude la ricchezza di legami, interazioni, dialoghi e riflessioni sul contemporaneo che Ca&#8217; Pesaro – Galleria Internazionale d&#8217;Arte Moderna di Venezia sa instaurare con artisti e istituzioni, a Venezia e in tutta Italia.</p>
<p>Centro dell’azione è la Project Room della Galleria e protagonista è l&#8217;artista Diego Marcon con la presentazione del lavoro <strong><em>She Loves You</em></strong> <strong>(2008)</strong>, tra le opere più significative e rappresentative della sua ricerca estetica e concettuale.</p>
<p>Noto per la sua capacità di <strong>intrecciare</strong> <strong>videoarte, animazione e cinema sperimentale</strong>, <strong>Diego Marcon</strong> propone con questo lavoro un&#8217;immersione nei mondi del non-detto e dell&#8217;inafferrabile, lasciando spazio a una complessità emozionale che si dispiega con rara intensità. <em>She Loves You</em>, dal titolo della canzone dei Beatles, è un&#8217;opera che si interroga sul concetto di memoria, desiderio, perdita, legami affettivi, temi che ricorrono frequentemente nella produzione artistica di Marcon; qui vede protagonista Claudia, il suo amore e l’ossessione per i Fab Four in un tormento poetico in cui l&#8217;artista esplora con le immagini il potere strumentale di empatia e vulnerabilità, impiegate con ambiguità intenzionale. Una dimensione opaca, che nel lavoro di Marcon è vista, anzitutto, come strumento politico di difesa.</p>
<p><img decoding="async" class="alignleft wp-image-23656" src="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/09/Diego-Marcon_SHE_LOVES_YOU-300x238.jpg" alt="" width="380" height="302" srcset="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/09/Diego-Marcon_SHE_LOVES_YOU-300x238.jpg 300w, https://archivio-capesaro.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/09/Diego-Marcon_SHE_LOVES_YOU.jpg 703w" sizes="(max-width: 380px) 100vw, 380px" />L’evento conclude gli appuntamenti del 2024 legati al progetto Salotto Longhena – che raccoglie tutte le iniziative organizzate da MUVE con Università IUAV di Venezia fin dal 2016. Protagonista di quest’anno è stata <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/mostre/archivio-mostre/salotto-longhena-2024-polifonie-italiane/2024/01/22998/esposizione-salotto-longhena-2024/"><strong>la rassegna <em>Polifonie italiane</em></strong></a>, a cura di Angela Vettese e Camilla Salvaneschi e realizzata in collaborazione con il Dipartimento di Culture del Progetto dell’Università IUAV. Dopo le project room dedicate alle opere video di Caterina Erica Shanta, Diego Tonus ed Elena Mazzi, Diego Marcon chiude la rassegna in occasione della 20° Giornata del Contemporaneo AMACI &#8211; Associazione dei Musei d&#8217;Arte Contemporanea Italiani.</p>
<p><strong>Come per ogni edizione della Giornata del Contemporaneo, sabato 12 ottobre l&#8217;ingresso alla Galleria di Ca’ Pesaro sarà gratuito per tutti i visitatori.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/mostre/mostre-in-corso/diego-marcon-she-loves-you/2024/09/23670/biografia-marcon/"><strong>Biografia dell&#8217;artista &gt;</strong></a></p>
<p><a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/eventi/eventi-in-corso/giornata-del-contemporaneo-2024/2024/09/23643/giornata-del-contemporaneo-2024/"><strong>Maggiori informazioni sulla Giornata del Contemporaneo &gt;</strong></a></p>
<p>Immagine: © Diego Marcon. Courtesy the Artist and Sadie Coles HQ, London</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/mostre/archivio-mostre/diego-marcon-she-loves-you/2024/09/23649/mostra-diego-marcon/">Esposizione</a> sembra essere il primo su <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it">Archivio Ca&#039; Pesaro</a>.</p>
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		<title>Mostra</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Aug 2024 10:07:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[TERRY ATKINSON. L’artista è un motore di significati]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>In mostra a Ca’ Pesaro le opere di Terry Atkinson, in cui indaga il linguaggio stesso dell’arte. Il suo lavoro si inscrive nel fronte della ricerca concettuale internazionale: la sua unicità tuttavia consiste nell’aver declinato profondi contenuti teorici in un linguaggio dal fortissimo valore visivo. [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/mostre/mostre-in-corso/terry-atkinson/2024/08/23936/terry-atkinson/">Mostra</a> sembra essere il primo su <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it">Archivio Ca&#039; Pesaro</a>.</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>TERRY ATKINSON</strong><br />
<b>L’artista è un motore di significati</b></h2>
<p><strong>15 novembre 2025 – 1 marzo 2026</strong></p>
<p>Venezia, Ca&#8217; Pesaro – Galleria Internazionale d&#8217;Arte Moderna<br />
<strong>Sale Dom Pérignon, II Piano</strong></p>
<p><strong><em>A cura di </em></strong><strong>Elisabetta Barisoni, </strong><strong>Elena Forin</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<hr>
<p>&nbsp;</p>
<p>La mostra presenta alcune fasi cruciali del lavoro di <strong>Terry Atkinson</strong>, uno dei più importanti artisti inglesi degli ultimi decenni. Recentemente entrata nelle collezioni della <strong>Tate Gallery</strong> di Londra, la sua opera si inscrive nel fronte della <strong>ricerca concettuale internazionale</strong>: la sua unicità tuttavia consiste nell’aver declinato profondi contenuti teorici in un linguaggio dal fortissimo valore visivo.</p>
<p>Nel 1968 Terry Atkinson fonda, insieme a David Bainbridge, Michael Baldwin e Harold Hurrell, <strong>Art &amp; Language</strong>, un gruppo che intende dare voce alla necessità di <strong>mettere in discussione pratiche e rappresentazioni consolidate del sistema dell’arte</strong>: sulla forza di questa attitudine critica si sviluppa un dibattito che tra il ’68 e l’82 raccoglie intorno al gruppo quasi una cinquantina di artisti. Atkinson però, nell’evolversi delle ideologie del movimento, rintraccia aspetti che non gli appartengono più: è il concettualismo stesso,<br />
secondo lui, a giungere gradualmente a una forma di inevitabile “calcificazione”, e dal 1974 egli abbandona la prospettiva del “Noi” per tornare a quella dell’“Io”.</p>
<p>Quando lascia Art &amp; Language ha trentacinque anni e un percorso artistico già solido e ben consapevole. Il terreno su cui si svolge la sua indagine è quello del presente in cui vive e di cui mette in discussione le dinamiche.<strong> Le guerre</strong>, che ritiene forme di azione politica condotte con altri mezzi, <strong>sono uno dei suoi bacini di ricerca</strong>, ma da sempre, già prima dell’esperienza di gruppo, al centro del suo interesse c’è anche la volontà di <strong>indagare il linguaggio stesso dell’arte</strong>.</p>
<p>Da più di sessant’anni Atkinson lega infatti le dinamiche della storia dell’uomo a quelle dell’estetica, intrecciando le tensioni del comporre a quelle dell’individuo e del suo agire. In questa prospettiva tutta la sua opera è una mappa che disvela gli stretti legami tra immagini, simboli e testi. Nessuno di questi elementi è neutrale, e ogni dettaglio è una lente di ingrandimento sulla cifra del potere spesso nascosto in ogni messaggio: il suo è quindi <strong>un profondo lavoro di “conoscenza”, di studio del valore del tempo</strong> e delle attitudini dell’uomo nella partecipazione al tempo stesso.</p>
<p>Tra le sue <strong>serie più note</strong>, oltre a <em>Enola Gay</em>, ai <em>Grease Works</em>, alle <em>Goya Series</em> e ad <em>American Civil War</em>, sono visibili nell’esposizione le potentissime carte della serie <em>Russell</em> e un ampio corpus di disegni degli anni Sessanta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>La mostra è visitabile dal 15 novembre 2025 al 1° marzo 2026, con l&#8217;<a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/pianifica-la-tua-visita/orari/">orario</a> e il <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/pianifica-la-tua-visita/biglietti/">biglietto</a> del Museo.</strong></p>
<p>_</p>
<h4><strong>Terry Atkinson</strong>, nato nel 1939 nel villaggio di Thurnscoe (Yorkshire), nel 1968 è tra i fondatori di Art &amp; Language, un gruppo di intellettuali e artisti radicali da cui esce nel 1974 per l’emergere di posizioni non coerenti col suo pensiero, che lo portano a seguire il proprio percorso in maniera individuale. Noto anche come Terry Actor, Terry Mirrors, Terry Dog e Terry Enola Gay, ha esposto nei principali musei di tutto il mondo: partecipazione a Documenta 5 nel 1972 con Art &amp; Language; mostra personale alla Whitechapel Gallery nel 1983; 41. Biennale di Venezia nel 1984; finalista al Turner Prize nel 1985.</h4>
<p>L'articolo <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/mostre/mostre-in-corso/terry-atkinson/2024/08/23936/terry-atkinson/">Mostra</a> sembra essere il primo su <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it">Archivio Ca&#039; Pesaro</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Permanent collection</title>
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		<pubDate>Thu, 09 May 2024 09:28:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[HOMMAGE TO ENNIO FINZI]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>One of the most radical artists of the Italian Twentieth century, Ennio Finzi was able to subvert the informal language of the postwar period. On view at Ca' Pesaro some of the most emblematic works of the 1950s by the Venetian painter [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/en/mostre-en/archivio-mostre-en/hommage-to-ennio-finzi/2024/05/23483/ennio-finzi-2/">Permanent collection</a> sembra essere il primo su <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it">Archivio Ca&#039; Pesaro</a>.</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>HOMMAGE TO ENNIO FINZI</strong></h2>
<p><strong>From 17 May to 6 October 2024<br />
Venice, Ca’ Pesaro – International Gallery of Modern Art<br />
First Floor<br />
<em>Curated by</em> Elisabetta Barisoni, Michele Beraldo</strong></p>
<hr>
<p>&nbsp;</p>

<a href='https://archivio-capesaro.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/05/Omaggio-a-Ennio-Finzi-2.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="100" height="100" src="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/05/Omaggio-a-Ennio-Finzi-2-100x100.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://archivio-capesaro.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/05/Omaggio-a-Ennio-Finzi.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="100" height="100" src="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/05/Omaggio-a-Ennio-Finzi-100x100.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://archivio-capesaro.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/05/Omaggio-a-Ennio-Finzi-1.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="100" height="100" src="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/05/Omaggio-a-Ennio-Finzi-1-100x100.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>

<p>One of the most radical artists of the Italian Twentieth century,<strong> Ennio Finzi</strong> was able to <strong>subvert the informal language of the postwar period</strong> by pursuing an unusual research based on the atonal and timbric values of color, representing for this reason a model of painting that Luciano Caramel has defined as “unusual”.</p>
<div id="attachment_23442" style="width: 330px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-23442" class="wp-image-23442" src="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/05/FP0262_dip_Finzi-E_Giallo-su-grigio_inv-0247-Ba_Ca-Pesaro-300x295.jpg" alt="" width="320" height="315" srcset="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/05/FP0262_dip_Finzi-E_Giallo-su-grigio_inv-0247-Ba_Ca-Pesaro-300x295.jpg 300w, https://archivio-capesaro.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/05/FP0262_dip_Finzi-E_Giallo-su-grigio_inv-0247-Ba_Ca-Pesaro.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 320px) 100vw, 320px" /><p id="caption-attachment-23442" class="wp-caption-text">Ennio Finzi, &#8220;Giallo su grigio&#8221;, 1957</p></div>
<p>Vice versa, he was also able to trace a less excited path and more subtended by perceptive reflection, conducting an in-depth investigation into <strong>the intrinsic </strong><strong>structures of form</strong>, in an attempt perhaps to tame and “bend” its own ungovernable contradictions.</p>
<p>From this concise overview, we have chosen to represent the Venetian artist with some of his most <strong>emblematic works of the 1950s</strong>, such as the “geometric” <em>Chromatic Scales</em>, where the intermittent appearance of color unfolds in limpid scores of vertical bands; <em>Rhythms Vibration</em>, where yellow flows slender and threadlike in rapid, iridescent temporal progressiveness; or such as <em>White on White</em> and <em>Gray on Gray</em>, where light is revealed as the spiritual broadcaster of a thinned matter, with its labile and indistinctly suspended boundaries.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Entrance with the Museum&#8217;s <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/en/pianifica-la-tua-visita/opening/">hours</a> and <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/en/pianifica-la-tua-visita/tickets/">ticket</a>.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/en/mostre-en/archivio-mostre-en/hommage-to-ennio-finzi/2024/05/23483/ennio-finzi-2/">Permanent collection</a> sembra essere il primo su <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it">Archivio Ca&#039; Pesaro</a>.</p>
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		<title>Presentazione</title>
		<link>https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/eventi/eventi-in-corso/il-pianoforte-cecilia/2024/05/23432/presentazione-pianoforte-cecilia/</link>
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		<pubDate>Thu, 02 May 2024 11:02:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[IL PIANOFORTE CECILIA]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Ritorna a Ca' Pesaro Cecilia, il primo pianoforte pubblico in un museo italiano, messo a disposizione dei visitatori di Ca’ Pesaro fin dal 2017 e danneggiato dall'acqua granda del 2019. In collaborazione con "Slow music... a lifestyle!" di Sofia Taliani per un progetto di United Street Pianos, Cecilia è ospitato nell'androne del Museo, a disposizione liberamente e gratuitamente dei visitatori e di chiunque voglia venire a suonare. [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/eventi/eventi-in-corso/il-pianoforte-cecilia/2024/05/23432/presentazione-pianoforte-cecilia/">Presentazione</a> sembra essere il primo su <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it">Archivio Ca&#039; Pesaro</a>.</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>IL PIANOFORTE CECILIA</strong></h2>
<p><strong>Venerdì 17 maggio 2024, ore 11.00 | Ore 10.00-18.00 Open day su invito</strong><br />
<strong>Venezia, Ca’ Pesaro – Galleria Internazionale d’Arte Moderna</strong></p>
<p><strong>In collaborazione con <em>Slow music&#8230; a lifestyle!</em> di Sofia Taliani&nbsp;</strong></p>
<hr>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Ritorna a Ca&#8217; Pesaro <em>Cecilia</em></strong>, il primo pianoforte pubblico in un museo italiano, messo a disposizione dei visitatori di Ca’ Pesaro fin dal 2016 e danneggiato dall&#8217;acqua granda del 2019.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-23494" src="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/05/Il-pianoforte-Cecilia-300x225.jpg" alt="" width="420" height="315" srcset="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/05/Il-pianoforte-Cecilia-300x225.jpg 300w, https://archivio-capesaro.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/05/Il-pianoforte-Cecilia-768x576.jpg 768w, https://archivio-capesaro.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/05/Il-pianoforte-Cecilia.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 420px) 100vw, 420px" />In collaborazione con <strong><em>Slow music&#8230; a lifestyle! </em></strong>di Sofia Taliani per un progetto di United Street Pianos, Cecilia è ospitato nell&#8217;androne del Museo, a disposizione liberamente e gratuitamente dei visitatori e di chiunque voglia venire a suonare.</p>
<p>La presentazione, su invito, avverrà venerdì 17 maggio a Ca’ Pesaro, alla presenza di <strong>Sofia Taliani</strong> e altri musicisti, tra cui <strong>Claudia Graziadei</strong>, <strong>Jakob Kovacic</strong>, <strong>Ingrid Marsoner</strong>.</p>
<p>Ideato dalla cantante e pianista Sofia Taliani, <strong>United Street Pianos</strong> è un progetto che prevede la collocazione di pianoforti da strada in spazi pubblici e fruibili da tutti, a disposizione di chiunque voglia suonare. Il progetto prende ispirazione dall’iniziativa <em>Play Me, I’m Yours</em>, opera dell’artista britannico Luke Jerrama, che ha portato dal 2008 oltre 1500 pianoforti in 50 città del mondo, da Londra a New York.</p>
<p>Il pianoforte di Ca’ Pesaro dunque entra a far parte della famiglia United Street Pianos diffusa nel nostro paese e all’estero, ed è stato ‘battezzato’ con il nome di ‘Cecilia’, in omaggio alla Santa protettrice della musica e dei musicisti.</p>
<p><i>Ingresso su invito fino ad esaurimento posti disponibili.<br />
Per informazioni si prega di scrivere a&nbsp;<a href="mailto:capesaro@fmcvenezia.it" target="_blank" rel="noopener">capesaro@fmcvenezia.it</a></i></p>
<p>_</p>
<p><iframe loading="lazy" title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/IuZ_3ywoFrc?si=EktDAjcbA-cH6Dx0" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<h4>Video by Clemens Schmiedbauer<br />
© Sofia Taliani 2024</h4>
<p>&nbsp;</p>
<p>_<br />
In collaborazione con:<br />
<em>Slow music… a lifestyle!</em></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-23453" src="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/05/LOGO-Slow-Music-2-300x200.png" alt="" width="240" height="160" srcset="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/05/LOGO-Slow-Music-2-300x200.png 300w, https://archivio-capesaro.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/05/LOGO-Slow-Music-2.png 600w" sizes="auto, (max-width: 240px) 100vw, 240px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/eventi/eventi-in-corso/il-pianoforte-cecilia/2024/05/23432/presentazione-pianoforte-cecilia/">Presentazione</a> sembra essere il primo su <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it">Archivio Ca&#039; Pesaro</a>.</p>
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		<item>
		<title>Intervento di valorizzazione</title>
		<link>https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/mostre/archivio-mostre/omaggio-a-ennio-finzi/2024/05/23441/ennio-finzi/</link>
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		<pubDate>Thu, 02 May 2024 10:24:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[OMAGGIO A ENNIO FINZI]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Ca' Pesaro prosegue l'attività di valorizzazione degli autori presenti nelle raccolte civiche con un Omaggio a Ennio Finzi, annoverato tra i Maestri della grande stagione pittorica dell'astrattismo [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/mostre/archivio-mostre/omaggio-a-ennio-finzi/2024/05/23441/ennio-finzi/">Intervento di valorizzazione</a> sembra essere il primo su <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it">Archivio Ca&#039; Pesaro</a>.</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>OMAGGIO A ENNIO FINZI</strong></h2>
<p><strong>Dal 17 maggio al 6 ottobre 2024</strong><br />
<strong>Venezia, Ca’ Pesaro – Galleria Internazionale d’Arte Moderna<br />
<em>A cura di</em> Elisabetta Barisoni, Michele Beraldo</strong></p>
<hr>
<p>&nbsp;</p>

<a href='https://archivio-capesaro.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/05/Omaggio-a-Ennio-Finzi-2.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="100" height="100" src="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/05/Omaggio-a-Ennio-Finzi-2-100x100.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://archivio-capesaro.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/05/Omaggio-a-Ennio-Finzi.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="100" height="100" src="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/05/Omaggio-a-Ennio-Finzi-100x100.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://archivio-capesaro.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/05/Omaggio-a-Ennio-Finzi-1.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="100" height="100" src="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/05/Omaggio-a-Ennio-Finzi-1-100x100.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>

<p>Ca&#8217; Pesaro prosegue l&#8217;attività di valorizzazione degli autori presenti nelle raccolte civiche con un <em><strong>Omaggio a Ennio Finzi</strong>.&nbsp;</em>Annoverato tra i Maestri della&nbsp;grande stagione pittorica dell&#8217;astrattismo, Ennio Finzi, nato a Venezia nel 1931, è protagonista di una&nbsp;sala della <strong>collezione permanente</strong> della Galleria Internazionale d&#8217;Arte Moderna, dal 17 maggio al 6 ottobre 2024.&nbsp;</p>
<div id="attachment_23442" style="width: 300px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-23442" class="wp-image-23442" src="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/05/FP0262_dip_Finzi-E_Giallo-su-grigio_inv-0247-Ba_Ca-Pesaro-300x295.jpg" alt="" width="290" height="285" srcset="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/05/FP0262_dip_Finzi-E_Giallo-su-grigio_inv-0247-Ba_Ca-Pesaro-300x295.jpg 300w, https://archivio-capesaro.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/05/FP0262_dip_Finzi-E_Giallo-su-grigio_inv-0247-Ba_Ca-Pesaro.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 290px) 100vw, 290px" /><p id="caption-attachment-23442" class="wp-caption-text">Ennio Finzi, &#8220;Giallo su grigio&#8221;, 1957</p></div>
<p>Artista tra i più radicali del Novecento italiano, Ennio Finzi è stato capace di sovvertire il linguaggio informale del dopoguerra perseguendo un’inconsueta ricerca fondata sui <strong>valori atonali e timbrici del colore</strong>, rappresentando per questo un modello di pittura che Luciano Caramel ha definito “irrituale”.<br />
Viceversa ha saputo anche tracciare un percorso meno concitato e più sotteso alla riflessione percettiva, conducendo un’approfondita indagine sulle strutture intrinseche della forma, nel tentativo forse di domare e “piegare” le proprie ingovernabili contraddizioni. Da questo sintetico quadro generale si è scelto di rappresentare l’artista veneziano con alcune delle sue opere più emblematiche degli anni Cinquanta, come le “geometriche” <em>Scale cromatiche</em>, dove l’intermittente apparire del colore si snoda in limpide partiture a fasce verticali; <em>Ritmi vibrazione</em>, dove il giallo scorre esile e filiforme in rapida e cangiante progressività temporale; o come <em>Bianco su bianco</em> e<em> Grigio su grigio</em> dove la luce si rivela quale emittente spirituale di una materia diradata, dai confini labili e indistintamente sospesi.</p>
<p><strong><br />
<a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/09/Omaggio_a_Ennio_Finzi_Ca_Pesaro_Venezia.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA L&#8217;OPUSCOLO SULLA MOSTRA (PDF 2,3 Mb) &gt;&gt;&gt;</a></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<h4><strong>_<br />
Ennio Finzi (Venezia, 1931)</strong>, si diploma all’Istituto d’Arte di Venezia, studia violino e nel dopoguerra frequenta importanti artisti come Emilio Vedova e Virgilio Guidi. Espone in più occasioni alle collettive della Bevilacqua La Masa, tiene mostre personali e nel 1961 si trasferisce a Milano dove si dedica al design, poi nel 1964 a Sanremo. Nel 1968 ritorna a Venezia e diventa assistente all’Accademia di Carmelo Zotti. Si dedica con un suo personale linguaggio all’arte programmata e nel 1986 partecipa alla Biennale di Venezia, ottenendo in seguito sempre maggiori riconoscimenti in Italia e all’estero.&nbsp;</h4>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>Ingresso con l&#8217;<a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/pianifica-la-tua-visita/orari/">orario</a> e il <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/pianifica-la-tua-visita/biglietti/">biglietto</a> del Museo.</em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/mostre/archivio-mostre/omaggio-a-ennio-finzi/2024/05/23441/ennio-finzi/">Intervento di valorizzazione</a> sembra essere il primo su <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it">Archivio Ca&#039; Pesaro</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Exhibition</title>
		<link>https://archivio-capesaro.visitmuve.it/en/mostre-en/archivio-mostre-en/exhibition-wang-jingyun-blueprint/2024/04/23402/exhibition-wang-jingyun-blueprint/</link>
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		<pubDate>Fri, 12 Apr 2024 13:52:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Exhibition WANG JINGYUN. BLUEPRINT]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>In the 'Blueprint' project, Wang Jingyun weaves a visual grammar that symbolises the composition and origin of life. In 2021 he won the visual poetry category of the "Artefici del nostro tempo" competition and in 2022 he achieved the first place for the discipline of glass design. [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/en/mostre-en/archivio-mostre-en/exhibition-wang-jingyun-blueprint/2024/04/23402/exhibition-wang-jingyun-blueprint/">Exhibition</a> sembra essere il primo su <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it">Archivio Ca&#039; Pesaro</a>.</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>WANG JINGYUN</strong><br />
<strong>Blueprint</strong></h2>
<p><strong>18 April – 8 September 2024&nbsp;</strong><br />
<strong>Venice, Ca’ Pesaro – International Gallery of Modern Art, Project room</strong><br />
<strong><i>Curated by </i>Marina Bastianello</strong></p>
<hr>
<p>&nbsp;</p>

<a href='https://archivio-capesaro.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/04/Blueprint-Wang-Jingyun_Ca-Pesaro.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="100" height="100" src="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/04/Blueprint-Wang-Jingyun_Ca-Pesaro-100x100.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>

<p>In the traditional sense, &#8221;Blueprint&#8221; is a technical drawing used to accurately communicate the details of an architectural or mechanical design, usually presented with a blue background and white lines.<br />
In this exhibition, <strong>&#8216;Blueprint&#8217; symbolises the basic design of life</strong>, just as blueprints define the form and function of a structure in architecture and engineering. <strong>The artist uses 23 pairs of chromosomes as letters and words</strong> to create a new asemic script based on an analysis of the rhythm, harmony and silent pauses of classical poetry. Through the combination of carefully selected, constructed and arranged objects, he weaves <strong>a visual grammar that symbolises the composition and origin of life</strong>, the transmission of information and genetic codes, describing a new hybrid and unknown life, but closely related to the existence of human beings. This work explores the fundamental questions of identity, inheritance, destiny and life itself.</p>
<p>Like the myth of the three goddesses of destiny in Greek mythology, who control fate by weaving the thread of life, in the same way, the artist weaves this &#8216;new life&#8217; by symbolically transcribing the very meaning of its existence.<br />
In addition to personally selecting the physical properties of the objects used to compose the genetic make-up of this new entity, <strong>a series of symbologies linked to the various elements</strong> are taken into consideration, such as the material, the dynamics of the relationship between the objects themselves, time and space, which will influence conservation and perishability, but also what has already happened and is therefore part of the object&#8217;s history. It is a selection work articulated on several levels, from the large-scale collection to the selection in detail, to the search for a compatible pair according to dynamics of contrast or affinity, which, in any case, according to the artist&#8217;s view, respect the intrinsic essential nature of the pair of objects created.</p>
<p>Each pair represents a chromosome or the &#8221;words&#8221; of a text that does not actually exist; they are like a trace, the shadow of a composition of which there is no transcript because it was not generated with lexical meaning.<br />
The interrelationships between these words represent how different genes influence each other and control the biological properties of each creature and at the same time, reflect the complexity and diversity of biological evolution. <strong>By recombining, transforming and linking chromosomal materials, the boundaries between human and non-human blu</strong>r, questioning the nature of humanity and life. &#8216;Blueprint&#8217; is a changing design. This quest is not limited to human beings, but also explores our origins, our identity and the infinite possibilities of future life. The audience here is not just a performer, its participation becomes the reproduction and reshaping of genetic memory, fluid and invisible in the work.</p>
<p>_</p>
<h4><strong>Wang Jingyun</strong> was born on 26 August 1996 in Neijiang, Sichuan, China.<br />
In 2021, he obtained a master&#8217;s degree in NTA (New Art Techniques) from the Accademia of Fine Arts in Venice. In 2021 he won the visual poetry category of the <em><strong>Artefici del nostro tempo</strong></em> competition by the Venice Municipality and in 2022 he achieved the first place for the discipline of glass design.<br />
In his works, he tries to pursue a metaphorical and seemingly non-existent, blurring the boundaries between concepts, images and matter. He explores the dilemma of time, the contradictory nature of everyday life and the inevitability of death, expressing an obsession with the fragility and finality of things. These themes are not just states or outcomes, but evidence of the cycle of the universe. Presented in a poetic and emotional manner, his exploration becomes a collection of fragments of reality, individual experience, environment and time, extracting new stories and meanings from easily realised products, industrial debris and natural things. His works consist mainly of cross media installations and poetry experimental. His works have been exhibited in China, France, Spain, Italy, Greece and South Korea.</h4>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it/en/mostre-en/archivio-mostre-en/exhibition-wang-jingyun-blueprint/2024/04/23402/exhibition-wang-jingyun-blueprint/">Exhibition</a> sembra essere il primo su <a href="https://archivio-capesaro.visitmuve.it">Archivio Ca&#039; Pesaro</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Esposizione</title>
		<link>https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/mostre/archivio-mostre/wang-jingyun-blueprint/2024/04/23389/wang-jingyun-blueprint/</link>
		<comments>https://archivio-capesaro.visitmuve.it/it/mostre/archivio-mostre/wang-jingyun-blueprint/2024/04/23389/wang-jingyun-blueprint/#respond</comments>
		<pubDate>Fri, 12 Apr 2024 12:57:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Wang Jingyun. Blueprint]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>"Blueprint" di Wang Jingyun a Ca' Pesaro esplora le questioni fondamentali dell'identità, dell'eredità, del destino e della vita stessa. Nel 2021 Wang Jingyun è risultato vincitore per la categoria poesia visiva del concorso "Artefici del nostro tempo" e nel 2022 ha conseguito il primo posto per la disciplina design del vetro. [...]</p>
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]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>WANG JINGYUN</strong><br />
<strong>Blueprint</strong></h2>
<p><strong>18 aprile – 8 settembre 2024&nbsp;</strong><br />
<strong>Venezia, Ca’ Pesaro – Galleria Internazionale d’Arte Moderna, Project room</strong><br />
<strong><em>A cura di</em> Marina Bastianello&nbsp;</strong></p>
<hr>
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<p>In senso tradizionale, &#8221;Blueprint&#8221; è un disegno tecnico utilizzato per comunicare con precisione i dettagli di un progetto architettonico o meccanico, solitamente presentato con uno sfondo blu e linee bianche. In questa mostra &#8220;Blueprint&#8221; simboleggia il disegno di base del design della vita, proprio come i progetti definiscono la forma e la funzione di una struttura in architettura e ingegneria.</p>
<p>L&#8217;artista utilizza <strong>23 coppie di cromosomi come lettere e parole</strong> per creare una nuova scrittura asemica basata sull&#8217;analisi del ritmo, dell&#8217;armonia e delle pause silenziose della poesia classica. Attraverso la combinazione di oggetti accuratamente selezionati, costruiti e disposti, tesse <strong>una grammatica visiva che simboleggia la composizione e l&#8217;origine della vita</strong>, la trasmissione di informazioni e codici genetici descrivendo una nuova vita ibrida e sconosciuta, ma strettamente correlata all&#8217;esistenza degli esseri umani.<br />
Questa opera esplora le questioni fondamentali dell&#8217;identità, dell&#8217;eredità, del destino e della vita stessa. Come il mito delle tre dee del destino nella mitologia greca, che controllano il fato tessendo il filo della vita, allo stesso modo, l&#8217;artista intreccia questa &#8220;nuova vita&#8221; trascrivendone simbolicamente il significato stesso della sua esistenza.</p>
<p>Oltre a selezionare personalmente le proprietà fisiche degli oggetti utilizzati per comporre il corredo genetico di queste nuova entità, vengono tenute in considerazione una serie di <strong>simbologie legate ai vari elementi</strong>, come il materiale, le dinamiche di relazione tra gli stessi oggetti, il tempo e lo spazio, che influiranno sulla conservazione e deperibilità, ma anche ciò che è già accaduto ed è quindi parte della storia dell&#8217;oggetto. Si tratta di un lavoro di selezione articolato su più livelli, dalla raccolta su larga scala alla selezione nel dettaglio, alla ricerca di una coppia compatibile secondo dinamiche di contrasto o affinità, che, in ogni caso, secondo lo sguardo dell&#8217;artista, rispettano la natura essenziale intrinseca della coppia di oggetti creata.</p>
<p>Ogni coppia rappresenta un cromosoma o le &#8221;parole&#8221; di un testo che in realtà non esiste, sono come una traccia, l&#8217;ombra di un componimento della quale non esiste trascrizione poiché non è stato generato con un significato lessicale. Le interrelazioni tra queste parole rappresentano il modo in cui i diversi geni si influenzano vicendevolmente e controllano le proprietà biologiche di ogni creatura e allo stesso tempo, riflettono la complessità e la diversità dell&#8217;evoluzione biologica. <strong>Ricombinando, trasformando e collegando materiali </strong><strong>cromosomici, i confini tra umano e non umano si confondono</strong>, mettendo in discussione la natura dell&#8217;umanità e della vita. &#8220;Blueprint&#8221; è un disegno in mutamento. Questa ricerca non si limita agli esseri umani, ma esplora anche le nostre origini, la nostra identità e le infinite possibilità della vita futura. Il pubblico qui non è solo un interprete, la sua partecipazione diventa la riproduzione e la rimodellazione della memoria genetica, fluida e invisibile nell&#8217;opera.</p>
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<h4><strong>Wang Jingyun </strong>è nato il 26 agosto 1996 a Neijiang, Sichuan, Cina.<br />
Nel 2021 ha conseguito un master in NTA (Nuove Tecniche d&#8217;Arte) presso l&#8217;Accademia di Belle Arti di Venezia. Nel 2021 è risultato vincitore per la categoria poesia visiva del concorso<em><strong> Artefici del nostro tempo</strong></em> del Comune di Venezia e nel 2022 ha conseguito il primo posto per la disciplina design del vetro.<strong><br />
</strong>Nelle sue opere cerca di perseguire una narrazione metaforica e apparentemente inesistente, confondendo i confini tra concetti, immagini e materia. Esplora il dilemma del tempo, la natura contraddittoria della vita quotidiana e l&#8217;inevitabilità della morte, esprimendo un&#8217;ossessione per la fragilità e la fine delle cose. Questi temi non sono solo stati o risultati, ma prove del ciclo dell&#8217;universo. Presentata in modo poetico ed emotivo, la sua esplorazione diventa una raccolta di frammenti di realtà, di esperienza individuale, di ambiente e di tempo, estraendo nuove storie e significati da prodotti facilmente realizzabili, da detriti industriali e da cose naturali.<br />
Le sue opere sono composte principalmente da installazioni crossmediali e poesia sperimentale, e sono state esposte in Cina, Francia, Spagna, Italia, Grecia e Corea del Sud.<strong><br />
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